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Incontro di ottobre tra pastori sardi e istituzioni a Tramatza

I pastori sardi si riuniscono a Tramatza per una nuova battaglia sul latte, la dermatite bovina e il caro carburante.

Incontro di ottobre tra pastori sardi e istituzioni a Tramatza

Il movimento Pastori senza bandiera ha deciso di riattivare la propria agenda di protesta, puntando il prossimo appuntamento all’Hotel Anfora di Tramatza. La data fissata è venerdì 2 ottobre, ma già giovedì si terrà un incontro istituzionale più ristretto per definire le linee di dibattito con i vertici del settore lattiero-caseario.

Circa 500 iscritti hanno conferito mandato a quattro portavoce – Mario Carai, Gianuario Falchi, Fabio Pisu e Nenneddu Sanna – affinché li rappresentino davanti a caseifici, presidenti dei consorzi di tutela DOP, assessori regionali e dirigenti dell’ASL. Il contesto è l’emergenza che da tempo affligge gli allevatori sardi: prezzi di vendita del latte ritenuti troppo bassi, costi di produzione sempre più gravosi e nuove minacce sanitarie.

L’incontro istituzionale del 2 ottobre all’Hotel Anfora

La sede scelta, la sala congressi dell’Hotel Anfora a Tramatza, si è consolidata nel tempo come punto di ristoro per le discussioni tra produttori e istituzioni. L’appuntamento di giovedì prevede un tavolo rotondo con i titolari dei caseifici, i presidenti dei Consorzi di Tutela delle DOP gli assessori regionali dell’Agricoltura e della Sanità e i direttori di servizio dei distretti sanitari dell’ASL. L’obiettivo dichiarato è aprire un dialogo costruttivo ma la memoria delle proteste violente del 131, avvenute sette anni fa, resta viva nella mente dei presenti.

Le richieste dei pastori: prezzo del latte e costi di produzione

Il dato più citato è il pagamento attuale di 1,40 euro al litro risultante dalle ultime rilevazioni ISMEA. Tale importo si discosta notevolmente da quanto previsto dalla direttiva europea 633/2019 che vieta di pagare produzioni agricole al di sotto dei costi di produzione. Gli allevatori sottolineano che, oltre al prezzo del latte devono sostenere quotidianamente spese per gasolio agricolo, concimi, sementi e erba per il foraggio.

Dermatite bovina, una nuova emergenza

Negli ultimi mesi è emersa la problematica della dermatite bovina un’infezione che ha spinto Coldiretti a organizzare una manifestazione a Olbia. Centinaia di agricoltori hanno bloccato il porto con i trattori, protestando contro le restrizioni imposte dal Governo in merito alla dermatite nodulare contagiosa. L’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Agus, ha definito tali limitazioni “fantascienza” e “una vessazione irragionevole” ricordando che dopo una campagna vaccinale intensiva il virus non è più presente, ma i controlli continuano a ostacolare la movimentazione del bestiame.

Carburanti: il peso del conflitto internazionale

Parallelamente, il costo dei carburanti è salito alle stelle a causa del conflitto internazionale. Il Governo ha risposto con contributi straordinari nelle ultime settimane, mentre le compagnie Eni e Ip-Socar hanno annunciato l’intenzione di imporre un tetto massimo alla vendita di diesel e benzina, nella speranza di contenere l’impennata dei costi per gli allevatori.

Proteste recenti e reazioni istituzionali

La proteste di Olbia ha evidenziato il clima di tensione tra agricoltura e autorità. I tronchi dei trattori, bloccando il traffico portuale, hanno richiamato l’attenzione su due temi cruciali: la necessità di rimuovere le restrizioni sanitarie non più giustificate e la difficoltà di sostenere le spese operative senza un adeguato supporto economico. Le dichiarazioni di Francesco Agus hanno sottolineato la contraddizione tra le politiche sanitarie vigenti e la realtà sul campo, mentre le proposte di prezzo massimo da parte di Eni e Ip-Socar rappresentano un tentativo di mitigare l’effetto del cari carburante sui margini degli allevatori.

Con la partecipazione attiva di Mario Carai, Gianuario Falchi, Fabio Pisu e Nenneddu Sanna, la speranza è di riuscire a far riconoscere il valore del latte sardo e a trovare soluzioni condivise per la dermatite bovina e per il costo dei carburanti evitando il ritorno di scenari drammatici come la protesta della 131.

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