La Sardegna sta affrontando una nuova ondata di dermatite nodulare contagiosauna malattia virale che sta mettendo in ginocchio gli allevatori locali. Dopo la dichiarazione di estinzione di tutti i sette focolai a fine maggio, nuovi casi sono stati segnalati a San Vito e Escalaplanonel cuore del Sarrabus e del Gerrei.
I dati epidemiologici e le misure adottate
Secondo i dati dell’Istituto zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzocentro di riferimento nazionale, sono stati identificati 3 capi infetti e 19 abbattuti negli ultimi giorni. Questi numeri portano il totale dei bovini ammalati nel 2026 a 34 e quelli abbattuti a 269.
La Lumpy Skin Disease (LSD) è una malattia virale che colpisce esclusivamente i bovini e i bufalini, causando la comparsa di noduli cutanei, febbre alta e, nei casi più gravi, lesioni agli organi interni. Non è una zoonosiquindi non si trasmette all’uomo, ma la sua alta contagiosità tra gli animali rappresenta un serio problema per il settore zootecnico.
Le tradizioni a rischio
La ricomparsa della malattia sta gettando un’ombra anche sulle tradizionali feste locali, dove i buoi giocano un ruolo centrale. Eventi come la celebrazione di San Lorenzo a Sanluri e Ussaramannao la processione di Sant’Efisio a Norapotrebbero essere compromessi da eventuali blocchi sanitari.
Le autorità sanitarie stanno monitorando attentamente la situazione per evitare ulteriori diffusione del virus, che si propaga principalmente attraverso vettori ematofagi come zanzare, mosche e zecche. Gli allevatori sperano in una rapida risoluzione per evitare ulteriori danni economici e preservare le loro tradizioni.



