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Moria di piante urbane a Cagliari: via Roma e Monte Urpinu a rischio

Le recenti piantagioni urbane di Cagliari si stanno seccando: dal bosco di Boeri in via Roma alle nuove piante di Monte Urpinu, la mancanza di cura minaccia la verdezza della città.

Moria di piante urbane a Cagliari: via Roma e Monte Urpinu a rischio

Negli ultimi anni il Comune di Cagliari ha lanciato diversi programmi di rimboschimento urbano, mirando a trasformare zone storiche e spazi pubblici in veri e propri polmoni verdi. L’idea di valorizzare il territorio con alberi nuovi è stata accolta con entusiasmo da amministratori, architetti e cittadini, ma la realtà sul campo sta rivelando criticità più profonde.

Due interventi emblematici – il bosco di Boeri lungo via Roma e la piantumazione a Monte Urpinu – mostrano segni di degrado complessivo, suscitando preoccupazione tra esperti e residenti. La mancanza di una manutenzione costante e di un sistema d’irrigazione efficace sembra aver trasformato promesse verdi in scenari di appassimento.

Il bosco di Boeri in via Roma: segni di declino

Il professor Gianluigi Bacchetta docente di Botanica sistematica presso l’Università di Cagliari e responsabile scientifico del Centro di conservazione della biodiversità, ha più volte denunciato la progressiva moria di alberi nella zona. Dopo la recente sostituzione di una quindicina di esemplari, tutti sono morti pochi mesi dopo la conclusione dei lavori, lasciando sul terreno solo radici vuote.

Le palme delle Canarie e gli alberi di Giuda piantati per dare un tocco esotico al percorso pedonale, stanno ora “tirando le cuoia”. Nonostante le temperature miti e la brezza marina, i passanti prediligono i portici più vecchi di via Roma, dove l’odore è sgradevole, piuttosto che il nuovo corridoio verde. Il professor Bacchetta ha concluso con una nota sarcastica, ringraziando “il progettista e la ditta che ha realizzato i lavori”, a dimostrazione dell’amarezza diffusa.

Monte Urpinu: l’irrigazione inattiva che prosciuga le giovani piante

Nel parco di Monte Urpinu, centinaia di alberelli appena trapiantati sono già diventati gialli. Il progetto prevedeva un sistema di irrigazione a goccia supportato da robuste canne di sostegno e tubazioni interrate. Tuttavia, la rete idrica non è mai stata attivata: le tubazioni corrono a terra, ben ordinate ma perenni, prive di flusso d’acqua.

Perdita d’acqua prolungata

Un ulteriore elemento di criticità è la perdita d’acqua segnalata da mesi, con un getto che scorre lungo un canale senza alcuna riparazione. Questo spreco comporta il consumo di metri cubi d’acqua quotidianamente, mentre le giovani piante soffrono di sete. I cittadini denunciano una situazione paradossale: da un lato l’acqua disperde inutilmente, dall’altro le radici si seccano per mancanza di irrigazione.

Gli abitanti chiedono al Comune e al Servizio Parchi, Verde e Gestione Faunistica chiarimenti sul perché l’impianto non sia stato messo in funzione, chi sia responsabile della perdita e quali interventi siano previsti per salvare le piante rimaste in vita. Sottolineano che gli investimenti pubblici destinati al rimboschimento vengono annullati dalle carenze di gestione, aggravando il danno ambientale e il costo per i contribuenti.

È necessaria una pianificazione a lungo termine, che includa manutenzione regolare, sistemi di irrigazione affidabili e un monitoraggio continuo da parte di esperti botanici.

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