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DeMa, Exma e Casa delle Culture: i nuovi spazi culturali di Cagliari

Il Palazzo De Magistris diventa DeMa, un laboratorio per i giovani, mentre Exma e altri monumenti si rinnovano grazie a partnership innovative.

DeMa, Exma e Casa delle Culture: i nuovi spazi culturali di Cagliari

La città di Cagliari sta passando da una fase di abbandono di edifici storici a una vera e propria rigenerazione culturale. Strutture che per decenni sono rimaste “ferite” – tra cui il Palazzo De Magistris, conosciuto come Castello sorcesco, e l’ex Vetreria di Pirri – stanno ora ricevendo nuovi usi, pensati soprattutto per le nuove generazioni. Il rinnovamento non è solo estetico: è una risposta a una carenza di spazi pubblici dove i cittadini possano incontrarsi, creare e partecipare a eventi culturali.

Il rilancio del Palazzo De Magistris: nasce “DeMa”

Il Palazzo De Magistris, acquistato negli anni Sessanta dal sindaco Paolo, tornerà presto a parlare al pubblico con il nome informale di DeMa. Situato tra via Maddalena e il corso Vittorio Emanuele, l’edificio neoclassico del XVI secolo verrà trasformato in una “officina” di creatività rivolta principalmente ai giovani. L’obiettivo, dichiarato da Marta Mereu, presidente della Commissione Cultura del Comune, è valorizzare e supportare la creatività giovanile attraverso laboratori, presentazioni di libri, cinema d’essai e residenze d’artista, anche internazionali.

Obiettivi per i giovani e modello di gestione

Il progetto è guidato dall’assessorato alle Politiche sociali, presieduto da Anna Puddu, con un finanziamento ministeriale per il benessere giovanile. A differenza di altri spazi, DeMa non sarà affidato a una sola realtà gestore: rimarrà aperto a associazioni che vorranno popolarlo, garantendo così una programmazione variegata e partecipata. Il Comune manterrà il controllo strategico, ma delegherà l’organizzazione quotidiana a chi propone iniziative in linea con le finalità sociali ed educative del palazzo.

Nuovi partenariati pubblico-privato: Exma, Vetreria e altri spazi

Parallelamente, il centro culturale Exma ha avviato una gestione basata sul partenariato pubblico-privato modello già sperimentato al Teatro Massimo con Cedac e Jazz in Sardegna. L’assessora alla Cultura, Maria Francesca Chiappe, ha spiegato che il Comune conserva il controllo degli spazi ma affida a operatori privati la programmazione e le spese straordinarie, garantendo allo stesso tempo giornate gratuite per chi ne fa richiesta.

Exma sotto gestione condivisa

Gestito da una cordata composta da Sardegna Teatro, Fuorimargine, Radio X e Net Value, Exma si propone come luogo “attraversabile” e quasi una piazza interna. La programmazione spazia da festival letterari a performance musicali, laboratori, residenze d’artista e mostre, con l’obiettivo di creare un punto di incontro permanente per la cittadinanza senza la necessità di un consumo obbligatorio.

Progetti futuri: Casa delle Culture e Mem

Nel 2026 la destinazione d’uso del palazzo Pizzorno-Binaghi (anche chiamato Caide) è stata modificata per diventare la Casa delle Culture un polo polifunzionale che dovrebbe aprire entro il 2030 grazie al finanziamento dell’Itinerario delle Città regie. La struttura, situata tra piazza del Carmine e via Sassari, includerà un anfiteatro al piano superiore, spazi per mostre e potenziali collaborazioni con la Treccani, che ha già organizzato festival nel Giardino sotto le mura.

Nel quartiere Stampace, la Mediateca del Mediterraneo (Mem) rimane un nodo centrale: la Commissione Cultura ha richiesto il completamento della sala cinematografica e l’integrazione del bar nella programmazione, per rafforzare il ruolo della Mem come spazio di aggregazione tra Teatro Massimo, T-off e i nuovi centri in arrivo. Inoltre, il locale “Search”, situato nel sottopiano del Palazzo Civico di via Roma, è stato recentemente aperto con personale comunale mentre si cerca una gestione stabile.

Altri spazi in trasformazione e le sfide ancora aperte

Il Comune ha anche rilanciato il Teatro Sergio Atzeni, l’auditorium di piazzetta Dettori in Marina, e ha avviato il Mus-Cà, museo del cartoon sardo, in via Falzarego grazie alla collaborazione con il Centro internazionale del fumetto. Tuttavia, persiste la necessità di un venue dedicato alla musica dal vivo capace di ospitare scene elettroniche, rock e altre forme, con una programmazione continuativa. La sperimentazione a Santa Gilla, con il festival Bloc, potrebbe rappresentare una possibile soluzione, valorizzando luoghi marginali attraverso linguaggi più underground. Il futuro del Padiglione Nervi a Su Siccu resta incerto: i lavori di ristrutturazione interna sono ancora in attesa, ma si prevede un’integrazione con la cultura waterfront della città, come dimostrato dal teatro lirico estivo organizzato dall’Autorità portuale.

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