3 Giugno 2026 ☀ 19°

Exma affidato a Sardegna Teatro: gestione trentennale? no, venticinquennale per rilanciare Cagliari

La gestione dell'Exma è stata affidata per 25 anni a un raggruppamento guidato da Sardegna Teatro con Radio X e The Net Value: il progetto punta a rendere lo spazio attraversabile, aperto sette giorni su sette, con attività artistiche, residenze, coworking e un piano economico superiore al milione di euro

Exma affidato a Sardegna Teatro: gestione trentennale? no, venticinquennale per rilanciare Cagliari

L’Exma di Cagliari assume una nuova fisionomia: il centro d’arte e cultura di via San Lucifero passerà sotto la gestione di un raggruppamento guidato da Sardegna Teatro, affiancato da Radio X, Fuorimargine e The Net Value, attraverso lo strumento del partenariato speciale pubblico-privato. L’accordo, approvato dal Consiglio Comunale, prevede un’affidamento di 25 anni a partire dal primo giugno 2026 e si fonda su una proposta che mira a trasformare l’edificio in un luogo vissuto e quotidiano, aperto alla cittadinanza per attività culturali, sociali e di innovazione.

La scelta tecnica e politica che ha portato a questa soluzione è stata tesa e dibattuta: la procedura ha previsto una fase comparativa e poi negoziale, con la valutazione esterna della Fondazione Fitzcarraldo. Il progetto — battezzato nei documenti come Exma.Earth — promette di coniugare produzione e fruizione culturale, ospitando residenze artistiche, concerti, laboratori, spazi di coworking e un palinsesto radiofonico già consolidato, con l’obiettivo di rendere l’Exma un punto di riferimento quotidiano per il quartiere e per la città.

Il piano economico e gli impegni strutturali

Il finanziamento previsto supera il milione di euro: il cronoprogramma indica circa 355.000 euro per la prima fase di interventi su accessibilità e impianti da completare entro il 2034 e altri 670.000 euro destinati a manutenzioni straordinarie e dotazioni nei sedici anni successivi. Il progetto prevede anche l’impiego di cinque unità a tempo pieno dedicate alla struttura e l’istituzione di un tavolo tecnico paritetico tra Comune e partner privati, oltre a una giornata pubblica annuale per la rendicontazione delle attività e degli impatti sul territorio.

Cronoprogramma e sostenibilità

La formula adottata evita il classico appalto e punta su una concessione a lungo termine per garantire continuità agli investimenti. Sul piano della sostenibilità gestionale, il partenariato si impegna a mettere in campo competenze per la programmazione culturale e per il supporto a progetti emergenti: in particolare la presenza di The Net Value è pensata come un elemento di incubazione per idee culturali e startup creative.

Visione culturale: uno spazio attraversabile

La proposta vuole restituire all’Exma una dimensione pubblica e quotidiana: secondo i promotori lo spazio va pensato come una piazza, cioè un luogo «attraversabile» dove si può sostare per un evento, un aperitivo, una mostra o semplicemente per incontrarsi. L’idea è mantenere ingressi aperti e programmare attività sette giorni su sette, promuovendo una socialità non esclusivamente basata sul consumo. Tra le attività previste figurano concerti, performance, laboratori, formazione e la prosecuzione delle trasmissioni di Radio X.

Residenze, coworking e comunità

La gestione intende integrare momenti di produzione artistica con spazi di lavoro condiviso e servizi per chi vive la città quotidianamente: artisti in residenza, percorsi formativi e un’offerta multidisciplinare costituiscono il cuore dell’intervento. Il modello è pensato per accompagnare progetti in fase embrionale, facilitandone la crescita e la sostenibilità, e per attrarre partner culturali senza trasformare l’Exma nel solo palcoscenico dei soggetti gestori.

Critiche, nodi aperti e interlocuzioni politiche

La scelta del partenariato ha suscitato reazioni contrastanti in Aula. L’opposizione ha sollevato dubbi su trasparenza, criteri di selezione e sulla durata dell’affidamento, mentre dal fronte della maggioranza e della Commissione Cultura si è difesa la procedura come un passo verso una gestione «attiva» dei beni culturali, supportata anche dalla citazione della sentenza del Consiglio di Stato n. 1319/2026. Tra le preoccupazioni emerse figurano inoltre garanzie finanziarie e tutele occupazionali per i lavoratori coinvolti nelle attività pregresse.

Occupazione e rischi legali

I critici temono che la lunga durata del contratto possa vincolare le scelte future dell’amministrazione e che le dotazioni previste per manutenzioni ordinarie/straordinarie possano rivelarsi insufficienti. I sostenitori replicano che il modello di partenariato mantiene la titolarità pubblica e assicura continuità progettuale, ma restano da definire nel dettaglio alcuni passaggi operativi e le modalità di coinvolgimento degli operatori locali.

Intanto la nuova gestione comincerà a dispiegare i suoi effetti già nel 2026 con una serie di appuntamenti pubblici: è annunciata una hackathon di ascolto e confronto per il 18 e 19 giugno, e nel calendario ci sono appuntamenti del festival Giornate del Respiro, con il concerto di chitarra e voce di Iosonouncane tra gli eventi principali. Per i promotori la sfida resta ambiziosa: trasformare l’Exma in un organismo aperto e continuamente abitato e, più in generale, contribuire a creare un’ecologia di spazi culturali a Cagliari, integrando nuove centralità urbane e risposte ai bisogni di produzione e fruizione contemporanea.

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