Il 7 ottobre è stato consegnato al Comitato dei Rappresentanti Governativi (BGR) il tanto atteso Geometry Comparison Report frutto del lavoro di circa 200 esperti provenienti da più di 20 istituzioni di ricerca. Il documento rappresenta la prima valutazione indipendente, priva di pregiudizi territoriali, delle due architetture proposte per l’Einstein Telescope il futuro osservatorio europeo di onde gravitazionali. I risultati, pubblicati sul sito di Einstein Telescope Italia, sono destinati a guidare la decisione finale prevista per la seconda metà del 2027.
Il rapporto si articola in cinque ambiti chiave – valore scientifico aggiunto, costi, rischi, governance e impatto socio-economico – e confronta le due configurazioni: un unico strumento di forma triangolare con bracci di circa 10 km, realizzato in un singolo sito, e due interferometri gemelli a forma di L con bracci di 15 km, collocati in due località separate da almeno 1.200 km. Dopo aver valutato tutti gli aspetti, la configurazione a doppia L è risultata più vantaggiosa nella maggior parte dei criteri considerati.
Dettagli del Geometry Comparison Report
Il documento, coordinato dall’Einstein Telescope Organisation (ETO), ha definito una serie di science golden channels per testare le capacità delle due geometrie. Per la maggior parte di questi obiettivi scientifici, la doppia L ha mostrato performance superiori, grazie alla possibilità di coprire un volume più ampio di spazio-tempo e di ridurre le zone cieche. Inoltre, il metodo di stima dei costi strumentali indicato nel rapporto prevede spese più contenute per la configurazione a due interferometri, mentre il modello triangolare richiederebbe investimenti più elevati.
Per quanto riguarda i rischi l’analisi non ha individuato una configurazione chiaramente più sicura. Il triangolo è più vulnerabile a sfide tecnologiche e a potenziali problemi di prestazione, mentre la doppia L presenta rischi legati alla governance e alla gestione di due siti distanti. Tuttavia, il rapporto sottolinea che con una direzione centrale solida e un coordinamento efficace, i problemi organizzativi della doppia L possono essere mitigati.
Impatto sulla governance e sull’ambito socio-economico
Nel campo della governance l’opzione a due siti emerge come quella che offre il miglior equilibrio tra opportunità e potenziali ostacoli. Il documento rimarca l’importanza di una gestione centrale forte per entrambe le configurazioni, ma la doppia L beneficia di una struttura più flessibile per la collaborazione internazionale. Sul fronte dell’impatto socio-economico il confronto non ha prodotto un chiaro vincitore: i vantaggi dipendono fortemente dalle caratteristiche specifiche delle regioni in cui verrebbero costruiti gli impianti.
Perciò, il GCR raccomanda che la decisione finale sulla geometria si basi prioritariamente su criteri scientifici e tecnologici, lasciando spazio a valutazioni locali per gli aspetti economici e di sviluppo territoriale. Questa priorità è stata ribadita da Antonio Zoccoli, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare: «Per la prima volta disponiamo di un quadro comparativo completo e condiviso, che ci permette di superare la fase di competizione e di concentrarci sulla collaborazione per lo studio della doppia L».
Il BGR dovrà ora esaminare le indicazioni del rapporto e inserirle nel processo decisionale che culminerà nella scelta del sito entro la seconda metà del 2027. Attualmente sono in corsa tre candidati: la miniera dismessa di Sos Enattos in Sardegna (Italia), l’Euroregione del Mosa-Reno al confine tra Paesi Bassi, Belgio e Germania, e la Lusazia in Sassonia (Germania). L’Italia rimane in gara sia con la configurazione triangolare sia con quella a doppia L.
Alessandro Variola, project manager di ETO, ha commentato che il lavoro ha permesso di raccogliere una grande quantità di dati nonostante le difficoltà: «Sono contento che sia stato pubblicato il documento, grazie alla dedizione e al duro lavoro dell’intero gruppo del GCR». Michele Maggiore, portavoce della collaborazione, ha aggiunto: «Il GCR costituisce una fonte autorevole per la decisione sulla geometria e dimostra la capacità della community di lavorare insieme in modo proficuo». Con queste conclusioni, la doppia L appare al momento la soluzione più solida per garantire al Einstein Telescope un futuro scientifico brillante.



