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Pietro Antonio Tolu si consegna ai carabinieri di Nuoro dopo mesi di ricerca

Il latitante di Orune Pietro Antonio Tolu, ricercato da febbraio, si è consegnato ai carabinieri di Nuoro nella notte del 18 ottobre.

Pietro Antonio Tolu si consegna ai carabinieri di Nuoro dopo mesi di ricerca

Il Pietro Antonio Tolu cittadino di Orune, è stato catturato nella notte del 18 ottobre nella zona rurale di Marreri, nei pressi di Nuoro. Dopo aver sfuggito alla giustizia fin dal febbraio dello stesso anno, l’uomo ha deciso di presentarsi spontaneamente alle forze dell’ordine, ponendo fine a una latitanza che aveva già generato numerosi interventi di polizia sia a livello locale che internazionale.

La condanna definitiva fu emessa dalla Corte di Cassazione il 10 febbraio 2026, con una pena di quattro anni e due mesi di reclusione e una multa di quindicimila euro per reati connessi allo spaccio di stupefacenti. Dalla data di sentenza, Tolu si è reso irreperibile, e il 3 luglio è stato formalmente dichiarato latitante, attivando una serie di ricerche che hanno coinvolto il Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando provinciale di Nuoro e la Compagnia di Bitti.

Il percorso investigativo dall’inizio della latitanza alla dichiarazione di latitante

Le indagini iniziali sono partite immediatamente dopo la sentenza, con una serie di controlli incrociati su banche dati nazionali e verifiche di viaggio all’estero. Il Nucleo Investigativo ha coordinato operazioni di pattugliamento nelle campagne nuoresi, sfruttando droni e veicoli aerei per ampliare il raggio d’azione. Parallelamente, la Compagnia di Bitti ha attivato controlli stradali e collaborato con le autorità di altri Paesi, nella speranza di intercettare eventuali movimenti transfrontalieri.

Le ricerche all’estero e il loro esito

Nonostante le richieste di cooperazione internazionale e la diffusione di bollettini di ricerca in diversi paesi europei, Tolu non è stato localizzato fuori dall’Italia. Gli sforzi sono rimasti infruttuosi, ma hanno confermato la determinazione delle forze dell’ordine nel tenere sotto costante monitoraggio il caso, mantenendo il profilo di ricerca attivo per più di sei mesi.

La consegna spontanea a Marreri e i passi successivi

Durante la notte tra il 18 e il 19 ottobre, il latitante si è recato a piedi nella zona di Marreri, dove è stato avvistato da una pattuglia del Nucleo Investigativo. Dopo una breve verifica dell’identità, Tolu è stato convinto a consegnarsi senza opporre resistenza. L’arresto è stato formalizzato con la notifica dell’ordine di esecuzione per la carcerazione, emessa il 12 febbraio 2026 dalla Procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Cagliari.

Successivamente, l’imputato è stato trasferito alla casa circondariale di Badu ’e Carros, a Nuoro, dove sta scontando la pena stabilita. La decisione di affidarsi alle autorità ha evitato ulteriori protrazioni del procedimento giudiziario e ha permesso di chiudere una delle indagini più lunghe dell’anno nella regione.

Impatto sulla comunità e sulla lotta al traffico di droga

La cattura di Pietro Antonio Tolu rappresenta un segnale importante per le forze dell’ordine sarde, che ribadiscono la loro capacità di far rispettare le sentenze anche quando i latitanti cercano rifugio in aree remote o all’estero. La vicenda ha inoltre rafforzato la collaborazione tra i diversi reparti del Carabinieri, dimostrando l’efficacia di un approccio integrato tra investigazione sul territorio e cooperazione internazionale.

Per la cittadinanza di Orune e dell’intera Barbagia, la fine della latitanza è stata accolta con sollievo, considerata una vittoria contro la criminalità organizzata legata allo spaccio di sostanze stupefacenti. L’esempio di Tolu sottolinea l’importanza della vigilanza costante e della prontezza delle autorità nel perseguire chi viola la legge, anche quando la ricerca si protrae per diversi mesi.

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