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Caccia illegale a Gairo: bracconieri fuggiti, veicolo forestale speronato

Bracconieri sorpresi in azione notturna a Gairo, veicolo forestale speronato, fucile sequestrato e carcassa di muflone rinvenuta.

Caccia illegale a Gairo: bracconieri fuggiti, veicolo forestale speronato

Nel corso del fine settimana precedente, le pattuglie del Corpo forestale hanno condotto un’operazione notturna nelle campagne di Gairo, in risposta a un primo impulso uditivo: lo sparo proveniente da una zona rurale. Questo primo indizio ha spinto il Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale (NIPAF) a intensificare le ricerche, culminando nell’intercettazione di un’autovettura sospetta nel centro abitato di Gairo Taquisara.

Gli occupanti del mezzo, identificati come i responsabili di quella che si è rapidamente precisata come caccia illegale non hanno ottemperato all’alt del personale forestale. Al contrario, il conducente ha violato la normativa, speronando il veicolo di servizio dei forestali per allontanarsi dal luogo. La manovra pericolosa ha richiesto un immediato inseguimento, ma la fuga è terminata poco dopo, quando l’auto è stata abbandonata in una zona di campagna e immediatamente sequestrata dalle autorità.

Perquisizione e sequestro del titolare del porto d’armi

Dopo aver messo a ferro il veicolo, gli inquirenti hanno svolto una rapida indagine per risalire al proprietario dell’arma impiegata. Il titolare del porto d’armi identificato come uno dei passeggeri dell’autovettura, ha subito una perquisizione domiciliare. All’interno dell’abitazione sono stati reperiti ulteriori elementi probatori, tra cui il fucile utilizzato per la caccia notturna. L’arma è stata sequestrata a titolo cautelare e il portale d’armi è stato revocato, chiudendo così la possibilità di nuovi abusi.

Ritrovamento della carcassa di un muflone

Un sopralluogo successivo nell’area dove i bracconieri si erano spinti con il veicolo ha permesso di scoprire la carcassa di un muflone. Il corpo dell’animale, probabilmente abbattuto durante l’attività illecita, è stato rinvenuto ancora nella zona rurale, confermando la natura offensiva della caccia svolta al di fuori degli orari consentiti. Il ritrovamento ha fornito l’ulteriore prova necessaria per sostenere le accuse di caccia illegale contro gli imputati.

Denuncia, imputazioni e ulteriori controlli nella zona

Le indagini sono state formalmente consegnate alla Procura di Lanusei che ha disposto una denuncia per caccia illegale e resistenza a pubblico ufficiale. Le accuse derivano sia dall’atto di non fermarsi all’alt sia dal danneggiamento del veicolo delle forze dell’ordine. Parallelamente, la Stazione Forestale e di Vigilanza Ambientale di Jerzu ha condotto altri controlli nella zona, riscontrando ulteriori violazioni amministrative e penali alle norme di tutela della fauna selvatica. Le indagini, coordinate dalla procura, sono attualmente in corso.

Questo episodio sottolinea l’impegno delle forze forestali nella lotta al bracconaggio e la necessità di una vigilanza costante per salvaguardare gli habitat naturali della Sardegna. Il sequestro del fucile, la revoca del porto d’armi e la denuncia avanzata rappresentano passi concreti per scoraggiare pratiche illecite e per proteggere la fauna autoctona.

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