3 Giugno 2026 🌤 21°

Operazione della Guardia Costiera nel Sud Sardegna: sequestri, sanzioni e irregolarità nella filiera del pesce

Un'azione mirata della Guardia Costiera nel Sulcis Iglesiente e a Teulada ha rivelato un flusso irregolare di tonno rosso e pesce spada: sequestri per circa 800 kg, sanzioni amministrative e una cella frigorifera abusiva con gravi carenze igienico-sanitarie.

Operazione della Guardia Costiera nel Sud Sardegna: sequestri, sanzioni e irregolarità nella filiera del pesce

L’intervento effettuato nel Sud Sardegna dalla Guardia Costiera ha messo in luce una rete di irregolarità nella gestione e commercializzazione del tonno rosso e del pesce spada. A seguito di controlli mirati nell’area del Sulcis Iglesiente e nei pressi di Teulada, gli ispettori hanno proceduto al sequestro complessivo di circa 800 chili di prodotti ittici e hanno contestato sanzioni amministrative per oltre 15mila euro.

Le attività sono scaturite da un lungo lavoro di monitoraggio territoriale e verifica delle rotte logistiche: gli investigatori hanno seguito movimenti sospetti tra pescatori locali, furgoni e punti di lavorazione, fino a individuare luoghi non autorizzati dedicati al trattamento del prodotto.

La scoperta della cella frigorifera abusiva

In una zona rurale di Teulada la Guardia Costiera ha individuato un’area agricola dove un furgone aveva scaricato diversi esemplari di tonno rosso già eviscerati e privi di testa. All’interno del terreno era presente una struttura utilizzata come cella frigorifera abusiva, priva delle necessarie autorizzazioni igienico-sanitarie e senza documentazione di idoneità.

Condizioni igieniche e presenza di animali

Gli ispettori hanno riscontrato condizioni di lavoro estremamente precarie: nella zona di lavorazione del pesce erano presenti gatti e cani, un fattore che compromette la sicurezza alimentare. Le persone trovate nella struttura non hanno saputo esibire alcuna documentazione atta a provare la tracciabilità del prodotto o certificazioni sanitarie della cella, elementi obbligatori per la commercializzazione del pescato.

Provvedimenti immediati

Per queste irregolarità sono scattati sequestri e sanzioni: circa 400 chili di tonno rosso sono stati vincolati dalle autorità e sono state applicate multe per oltre 4.600 euro. La segnalazione è stata trasmessa alle autorità sanitarie competenti per eventuali ulteriori misure a tutela dei consumatori.

Altri arresti e controlli sul territorio

L’operazione non si è limitata a Teulada: in un’altra area del Sulcis Iglesiente è stato fermato un secondo furgone con 257 chili di tonno rosso fresco in tranci, privo della documentazione obbligatoria. Anche in questo caso il mezzo è stato sanzionato con una multa complessiva di oltre 4.600 euro e il prodotto è stato sequestrato in attesa di accertamenti.

Verifiche nei centri di lavorazione

I controlli si sono estesi a un centro di lavorazione e vendita all’ingrosso nei pressi di Carbonia, dove sono stati trovati tre esemplari di pesce spada senza certificati di tracciabilità. L’amministratore dell’attività è stato multato per 1.500 euro e il prodotto è stato sottoposto a sequestro.

Irregolarità commerciali e potenziali frodi

Nel corso degli accertamenti gli ispettori hanno inoltre rilevato un uso ingannevole del packaging: del tonno rosso pescato nel Mar Ionio veniva confezionato in barattoli recanti immagini evocative della Sardegna, pratica che può generare confusione sull’origine reale del prodotto. Per questa violazione è stata comminata una sanzione amministrativa di 2.000 euro.

In un episodio separato, un venditore ambulante è stato trovato in possesso di circa 5,5 chili di tonno privo dei requisiti di tracciabilità e sanzionato per oltre 2.600 euro. Sommando le diverse operazioni, l’intervento della Guardia Costiera ha portato all’accertamento di nove illeciti amministrativi.

Implicazioni per la filiera e prossimi passi

Secondo la Guardia Costiera, l’azione ha fatto emergere un flusso irregolare di specie ittiche soggette a restrizioni e contingentamento, commercializzate senza rispettare le normative sulla tracciabilità, la pesca e la sicurezza alimentare. Per questo motivo le verifiche proseguiranno sia sulle attività di pesca sia sui centri di lavorazione e vendita, con l’obiettivo di interrompere pratiche pericolose per i consumatori e di garantire il rispetto delle regole internazionali e nazionali.

La vicenda sottolinea l’importanza di una filiera trasparente e di controlli capillari per tutelare la salute pubblica e la legalità: dalle imbarcazioni fino al banco di vendita, ogni passaggio deve essere documentato e conforme alle normative vigenti.

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