La Sardegna si trova al centro di una battaglia politica e ambientale senza precedenti. Con l’approvazione della legge delega sul nucleare sostenibile, l’isola rischia di diventare il deposito unico di scorie radioattive in Italia. I comitati sardi contro il nucleare sono in allarme e promettono una forte opposizione.
La legge delega e il rischio per la Sardegna
Il Parlamento ha approvato la legge delega in materia di energia nucleare sostenibile, che include la creazione di un deposito unico per le scorie radioattive. Tra i siti individuati nella Carta Nazionale delle Aree Idonee, otto si trovano in Sardegna. Questo, insieme alla nascita dell’agenzia Nuclitalia e al finanziamento di 320 milioni di euro per l’adattamento del porto di Santa Giusta-Oristano, rende concreto il rischio che l’isola diventi il punto di arrivo per i rifiuti nucleari.
Le preoccupazioni dei comitati sardi
Il Comitato nonucle-noscorie denuncia che la Sardegna potrebbe essere scelta anche per la sperimentazione dei Small Modular Reactor (SMR), reattori modulari che, secondo gli attivisti, renderebbero l’energia più cara rispetto alle fonti rinnovabili. I dati parlano chiaro: nel 2030 e nel 2050, il nucleare sarebbe più costoso del solare, dell’eolico onshore e offshore, con differenze di costo che vanno dai 65 €/MWh ai 86 €/MWh.
Le reazioni politiche e le critiche
Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha commentato l’approvazione della legge delega come un passo importante per il futuro energetico dell’Italia. Secondo il ministro, il nucleare sostenibile significa più sicurezza energetica, decarbonizzazione e indipendenza. Tuttavia, le opposizioni criticano l’iter seguito e l’utilità della legge, sollevando perplessità anche sul nodo del nucleare a scopi militari.
Le proteste dei comitati sardi
Il Comitato nonucle-noscorie ha dichiarato che non permetterà che la Sardegna sia usata come colonia d’oltremare per smaltirvi i veleni nucleari. Gli attivisti promettono di scendere in piazza per nuove nonucle-die e chiamano il popolo sardo alla Rebellia (ribellione, in lingua sarda).
Il dibattito politico
La legge delega è stata approvata con 155 voti favorevoli, 86 contrari e 8 astenuti. Il governo conta sull’approvazione definitiva prima della pausa estiva e sull’emanazione dei decreti delegati entro il 2026. Tuttavia, le opposizioni denunciano un Parlamento marginalizzato e un voto su una delega in bianco. Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, deputati di Avs, hanno criticato l’ambiguità del governo sull’uso militare del nucleare.
La battaglia per il futuro energetico dell’Italia è solo all’inizio, e la Sardegna si trova al centro di questa tempesta politica e ambientale.



