Il 19 maggio 2026 l’ARNAS G. Brotzu ha ufficialmente superato la soglia dei 600 trapianti di fegato eseguiti a partire dall’avvio del programma nel 2004. Questo risultato non è solo un numero: rappresenta il consolidamento di un percorso clinico e organizzativo che ha reso l’ospedale di Cagliari un punto di riferimento per la gestione delle patologie epatiche più complesse in tutta la Sardegna. Il primo e l’ultimo intervento di questa milestone portano la firma del dottor Fausto Zamboni, che ha accompagnato il progetto fin dall’inizio.
Un programma cresciuto nel tempo
Dal primo trapianto del 2004 la struttura ha progressivamente sviluppato competenze e processi dedicati alla chirurgia trapiantologica. La crescita non si misura solo con il numero di interventi, ma con la capacità di mantenere standard elevati e percorsi assistenziali integrati. Dietro ogni operazione c’è una macchina organizzativa che coinvolge chirurghi, anestesisti, epatologi, rianimatori, infermieri e personale tecnico: una vera squadra multidisciplinare che segue il paziente dalla valutazione preoperatoria al follow-up postoperatorio, garantendo continuità e sicurezza.
Il valore del lavoro di équipe
Il successo del programma si basa sul contributo quotidiano di figure diverse: il chirurgo che opera, l’epatologo che valuta la compatibilità clinica, l’anestesista che gestisce l’intervento e il team di terapia intensiva che segue il post operatorio. Il dottor Fausto Zamboni ha più volte ricordato come dietro ogni trapianto ci siano storie personali e altruismo; il dottor Antonio Manti, coordinatore locale trapianti, evidenzia che la chiamata per un organo è spesso l’unica speranza concreta per chi attende in lista.
La catena della donazione: il ruolo del procurement
Un elemento cruciale per garantire la disponibilità di organi è il sistema di procurement. Per procurement si intende l’insieme delle attività organizzative e cliniche finalizzate all’identificazione dei potenziali donatori, alla valutazione degli organi e alla loro assegnazione in sicurezza. All’interno dell’ARNAS questa attività è coordinata per assicurare che i donatori individuati possano dare la massima opportunità a chi è in lista d’attesa, rispettando protocolli rigorosi che tutelano la qualità e la sicurezza degli organi trapiantati.
Sicurezza, selezione e logistica
La gestione del percorso donatore-ricevente implica controlli clinici, esami strumentali e percorsi logistici rapidi: tutto ciò per ridurre i tempi di ischemia e aumentare le probabilità di successo degli innesti. L’attività di procurement coordina inoltre i rapporti con le strutture territoriali e le reti nazionali, permettendo scambi e assegnazioni che ottimizzano l’utilizzo delle risorse disponibili. L’attenzione alla sicurezza del ricevente e la tracciabilità delle procedure restano prioritarie.
Impatto per la sanità regionale
Raggiungere i 600 trapianti ha anche un valore organizzativo per la Sardegna: significa poter offrire cure complesse in loco, riducendo il bisogno di trasferimenti verso centri del continente. Il direttore generale dell’ARNAS, Maurizio Marcias, ha sottolineato come il risultato confermi la capacità della struttura di garantire standard assistenziali elevati e percorsi terapeutici complessi vicino alle famiglie dei pazienti. Mantenere questa offerta sul territorio migliora la qualità della cura e riduce disagi e costi legati alle mobilità sanitarie.
Il traguardo dei 600 trapianti è quindi il frutto di competenze cliniche, impegno organizzativo e di una cultura della donazione che coinvolge comunità e famiglie. Conservare e potenziare queste capacità resta l’obiettivo per il futuro: continuare a offrire risposte efficaci ai pazienti in lista d’attesa, valorizzando il lavoro dell’équipe, l’efficienza del procurement e il senso di responsabilità collettiva che rende possibile ogni nuovo intervento.