Il pomeriggio del 9 giugno 2026 al Palazzo dell’Informazione di Roma è stato dedicato a un confronto serrato sul futuro delle figure professionali nella filiera farmaceutica. Moderato dal vicedirettore Fabio Insengal’incontro ha messo a fuoco come dall’impatto dell’intelligenza artificiale e dei big data fino alle evoluzioni della medicina di precisionela capacità di innovare passi inevitabilmente attraverso il capitale umano.
Interventi e messaggi chiave dal talk del 9 giugno a Roma
All’appuntamento hanno partecipato il sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Claudio Durigonil presidente di Farmindustria Marcello Cattani e il presidente della Fondazione Its per le Nuove tecnologie della vita Giorgio Maracchioni. Il filo rosso degli interventi ha insistito sul fatto che le competenze non sono una variabile secondariama l’elemento abilitante per trasformare ricerca e tecnologie in nuovi prodotti, brevetti e posti di lavoro qualificati. In particolare, Cattani ha ricordato che l’industria farmaceutica italiana è una filiera dinamica su brevetti, produzione ed export, costruita «grazie a un modello di competenze distribuito lungo tutta la filiera e su tutto il territorio nazionale».
Il ruolo delle risorse e dell’investimento formativo
Durigon ha evidenziato la necessità di indirizzare meglio le risorsesoprattutto in una fase che segue gli investimenti straordinari del PNRR: «Dopo la stagione del Pnrr andiamo verso una fase con meno risorse e dovremo essere molto più attenti a come utilizzarle». Per il sottosegretario serve una «grande operazione comune tra Governo, parti sociali e imprese» per concentrare gli investimenti sulla formazione che il mercato del lavoro richiede, sottolineando che la qualità dei percorsi formativi non può più essere trascurata. Ha aggiunto che «l’orientamento e gli Its Academy sono strumenti fondamentali su cui investire per il futuro».
Competenze come condizione abilitante e rischio di fuga dei talenti
Giorgio Maracchioni ha posto l’accento su un tema strutturale: «Le competenze non sono una variabile dipendente dell’innovazione, ma la sua condizione abilitante». Senza un linguaggio condiviso tra ricerca, impresa e autorità regolatorie, ha avvertito, il valore generato rischia di non tradursi in sviluppo industriale e attrazione di investimenti. Ha richiamato l’urgenza di parlare ai giovani con chiarezza, offrendo percorsi concreti di crescita professionale per evitare la dispersione di capitale umano verso l’estero.
Nel corso dell’incontro è emerso inoltre che l’adeguamento dei corsi e la formazione continua sono leve decisive: il concetto di skill progressivo è stato definito fondamentale, così come l’estensione di best practice contrattuali che favoriscano qualità del lavoro e crescita professionale. Cattani ha sottolineato come le competenze debbano essere sviluppate lungo l’intera catena del valore, includendo non solo le grandi imprese ma anche il comparto Cdmo (Contract Development and Manufacturing Organization), definito come una forza propulsiva per il sistema.
Competenze digitali e trasversali
Un punto ricorrente è stato il crescente peso delle competenze legate a dati e algoritmi. «Le competenze trasversali legate a dati e algoritmi stanno diventando sempre più centrali», ha affermato Cattani, richiamando l’attenzione sulla necessità di integrare capacità digitali nei percorsi formativi specialistici. L’adozione di tecnologie avanzate richiede infatti non solo investimenti materiali ma soprattutto figure preparate a intervenire in ambienti complessi e regolamentati.
Tra i passaggi finali del dibattito è stato ribadito che l’obiettivo pratico del settore resta semplice e chiaro: ricercare, sviluppare e produrre nuovi farmaci e vaccini. Cattani ha riassunto così la priorità strategica: «Le competenze sono fondamentali. L’industria farmaceutica ha un obiettivo molto semplice e chiaro: ricercare, sviluppare e produrre nuovi farmaci, nuovi vaccini per curare meglio patologie esistenti o curarne di nuove. E per fare questo le competenze sono la base essenziale».
La conclusione del talk ha lanciato un invito alla rapidità e al coraggio decisionale delle imprese e delle istituzioni: «Dobbiamo uscire da una dimensione autoreferenziale e avere il coraggio di fare scelte rapide, perché il mondo si muove più velocemente di noi», ha detto Cattani, ribadendo l’importanza di rafforzare la capacità di attrarre e trattenere giovani talenti insieme alle istituzioni.



