23 Maggio 2026 ☀ 20°

Richiesta al Tribunale del Riesame sulla custodia dei fratelli Tunis dopo la morte di Mocci

La difesa dei fratelli Tunis ha presentato al Tribunale del Riesame un ricorso contro la misura cautelare e il sequestro dei telefoni, sostenendo contraddizioni nelle indagini sull'omicidio di Leonardo Mocci

Richiesta al Tribunale del Riesame sulla custodia dei fratelli Tunis dopo la morte di Mocci

La vicenda giudiziaria legata alla morte di Leonardo Mocci ha visto nei giorni recenti un nuovo sviluppo: i difensori dei fratelli Gianmarco e Filippo Tunis hanno formalmente impugnato l’ordinanza che ha disposto la loro custodia cautelare. L’istanza, depositata al Tribunale del Riesame dall’avvocato Riccardo Floris, chiede l’annullamento o perlomeno la modifica della misura restrittiva emessa nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Cagliari. Secondo la difesa, l’ordinanza presenta elementi contraddittori che renderebbero la decisione manifestamente illogica.

I due giovani, di 24 e 20 anni, erano stati arrestati insieme a Daniele Campus, 22 anni, con le accuse di omicidio volontario aggravato in concorso e rapina per la morte del 23enne colpito alla cassa toracica nella notte del 23 aprile a Monserrato, nell’hinterland di Cagliari. Oltre alla questione della custodia, i legali hanno chiesto al Tribunale il riesame di altri provvedimenti, in particolare del sequestro dei telefoni cellulari disposti dagli inquirenti, che secondo la difesa andrebbero annullati.

Le ragioni del ricorso della difesa

Nel ricorso presentato dall’avvocato Floris vengono illustrate le motivazioni che, a giudizio della difesa, smentirebbero la robustezza delle contestazioni. L’argomentazione principale si concentra su presunte incongruenze nelle testimonianze raccolte durante le indagini: secondo Floris, le dichiarazioni degli attori coinvolti e dei testi non costruiscono un quadro univoco e coerente sufficiente a giustificare la permanenza in carcere dei suoi assistiti. La richiesta al Tribunale del Riesame contiene quindi la richiesta di un vaglio approfondito, ritenuto obbligatorio in una fase processuale che si fonda principalmente su indizi e dichiarazioni non ancora consolidate.

Contraddizioni e punto sul processo indiziario

La difesa sottolinea come in un procedimento essenzialmente indiziario sia cruciale il controllo giurisdizionale sulle misure cautelari. Per Floris l’ordinanza sarebbe «contraddittoria» e quindi non in grado di sostenere la gravità della misura. I legali chiedono che il Tribunale del Riesame verifichi la sussistenza dei presupposti giuridici per la custodia, tenendo conto delle possibili discrepanze nelle deposizioni e della necessità di un collegamento probatorio più consistente tra gli indizi raccolti e le imputazioni mosse ai due fratelli.

La ricostruzione degli investigatori

Secondo la ricostruzione della Procura e degli investigatori, i tre indagati, unitamente a una quarta persona, avrebbero organizzato un incontro a Monserrato con la vittima e un suo amico con il pretesto di una compravendita di droga. L’obiettivo, sempre secondo l’accusa, era quello di rapinare il secondo giovane: la situazione sarebbe degenerata quando Leonardo Mocci sarebbe sceso dall’auto per difendere l’amico e sarebbe stato raggiunto da un colpo di pistola al petto. Questa versione costituisce il nucleo dell’imputazione di omicidio e di rapina nei confronti dei fermati e ha portato all’emissione delle misure cautelari.

Elementi contestati e ricadute probatorie

Gli inquirenti puntano su elementi come percorsi, orari e intercettazioni per ricostruire la dinamica, ma la difesa contesta la correlazione tra tali elementi e la responsabilità diretta dei suoi assistiti. L’esame critico delle testimonianze e dei riscontri materiali è al centro del contendere: la magistratura dovrà valutare se gli elementi posti a base della custodia rappresentino reale pericolo di fuga, reiterazione del reato o inquinamento delle prove, oppure se sussistano dubbi tali da giustificare una misura meno afflittiva.

Sequestro dei telefoni e prossime tappe

Un punto chiave del contendere riguarda il sequestro dei telefoni cellulari, disposto nell’ambito dell’inchiesta e oggetto di una specifica istanza di annullamento presentata dagli avvocati Alberto Pani e Francesca Mannai, difensori di Daniele Campus. I legali sostengono che il provvedimento sarebbe ingiustificato o sproporzionato e hanno chiesto al Tribunale del Riesame di revocarlo. I giudici saranno chiamati a pronunciarsi sia sulla permanenza della misura cautelare nei confronti dei fratelli Tunis sia sull’eventuale annullamento della confisca dei dispositivi mobili, che potrebbero contenere elementi ritenuti determinanti dagli inquirenti.

Il ruolo del Tribunale del Riesame

Il Tribunale del Riesame rappresenta la sede in cui si deciderà se confermare, modificare o revocare le misure adottate in fase di indagine. L’udienza di riesame servirà a verificare la congruità delle motivazioni addotte dalla Procura rispetto ai presupposti di legge per la custodia cautelare e per il sequestro dei telefoni. L’esito avrà impatti diretti sul prosieguo delle indagini e sulle possibilità difensive degli indagati, tenendo conto del principio di tutela delle garanzie processuali in una fase ancora largamente basata su indizi.

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