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Buoni postali del 1938 e 1970 ritrovati in un cassetto: il valore inaspettato

Durante un riordino domestico, un pensionato di Capoterra ha scoperto due buoni postali del 1938 e 1970, con un potenziale valore di decine di migliaia di euro.

Buoni postali del 1938 e 1970 ritrovati in un cassetto: il valore inaspettato

In un angolo dimenticato di una casa di Santu Lussurgiu, un pensionato di Capoterra ha fatto una scoperta che ha del miracoloso. Durante un normale riordino domestico, la moglie dell’uomo ha trovato due buoni fruttiferi emessi dalle Poste nel 1938 e nel 1970 insieme a vecchi pesos risalenti all’epoca in cui il bisnonno dell’uomo era emigrato in Argentina.

La casa, eredità di una zia scomparsa alla soglia dei cento anni dopo una lunga permanenza in una struttura protetta a Bonarcado era rimasta chiusa per quattordici anni. I buoni, un titolo da 100 lire e un altro da 100mila lire sono stati subito riconosciuti come oggetti di grande fascino, ma il loro vero valore è emerso solo dopo una serie di ricerche e consultazioni.

La scoperta e il valore dei buoni postali

Il pensionato, inizialmente intenzionato a incorniciare i buoni come ricordi di famiglia, ha deciso di rivolgersi a un Ufficio postale per verificare la loro validità. Tuttavia, ha ricevuto un diniego immediato circa la possibilità di riscuoterli. Non volendosi arrendere, l’uomo ha approfondito la questione attraverso ricerche online, scoprendo che altri cittadini erano riusciti a ottenere il rimborso dei propri risparmi.

Un avvocato specializzato nel recupero di vecchi titoli ha spiegato che il buono del 1938 potrebbe valere circa 25mila euro mentre quello del 1970, nonostante un valore nominale iniziale cento volte superiore, potrebbe oscillare tra gli 8 e i 10mila euro. Questa discrepanza è dovuta al crollo degli interessi legali avvenuto dopo gli anni Sessanta e alla metodologia di calcolo che considera il potere d’acquisto dell’epoca.

Il ricorso alle Poste di Roma

Nonostante il lungo tempo trascorso, il legale ha sottolineato che la possibilità di esigerli non è affatto sfumata, poiché il detentore ne è venuto in possesso solo di recente e non ne conosceva l’esistenza. È stato quindi presentato un ricorso diretto alle Poste di Roma con la ferma convinzione di poter far incassare al cliente la somma legittimamente dovuta.

Il pensionato ha confidato di non aver mai immaginato che in quella vecchia casa potesse celarsi una simile fortuna. Ora auspica di poter convertire in euro quei preziosi pezzi di carta che rappresentano un legame tangibile con il passato.

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