La Giunta comunale di Cagliari ha dato il via a due programmi pensati per rendere la città più accessibile ai pedoni e più accogliente per chi necessita di pause durante gli spostamenti. Il primo intervento è un piano organico per la posa di almeno 100 nuove panchine distribuite sul territorio urbano e la riqualificazione delle sedute esistenti; il secondo riguarda il progetto denominato Marciapiede libero che mira a recuperare spazio pedonale e ridurre le barriere architettoniche.
Entrambe le misure puntano a migliorare la accessibilità urbana e la mobilità pedonale agendo in modo complementare: da un lato aumentare i punti di sosta utili per diverse fasce d’età, dall’altro restituire continuità e sicurezza ai percorsi pedonali oggi spesso ostruiti da elementi inutili o ridondanti.
Programma delle panchine: priorità, aree e partecipazione
Il progetto Panchine di comunità prevede la progettazione e l’installazione di almeno cento nuove sedute pubbliche nel corso dei prossimi anni, con interventi mirati anche sulla sostituzione e la riqualificazione di panchine già presenti. Le priorità individuate dall’amministrazione comprendono i percorsi pedonali le fermate del trasporto pubblico le aree prossime ai servizi sanitari e socio-assistenziali, i parchi, i giardini e i lungomari. Particolare attenzione sarà riservata ai quartieri con scarsa disponibilità di punti di sosta e a quelli maggiormente frequentati dalla popolazione anziana che beneficia in modo diretto di punti di sosta diffusi e sicuri.
Coinvolgimento dei cittadini e criteri di intervento
Per orientare la distribuzione delle nuove panchine il Comune intende raccogliere le segnalazioni della cittadinanza: un canale dedicato consentirà a residenti, associazioni e comitati di indicare aree dove manca una seduta o dove la panchina esistente presenta criticità. In fase di lavori di manutenzione straordinaria o riqualificazione si verificherà sistematicamente la possibilità di installare nuove sedute, integrando così gli interventi programmati con azioni puntuali sul territorio.
Marciapiede libero: razionalizzare gli spazi e abbattere barriere
Il programma Marciapiede libero – 1,5 metri di libertà nasce con l’obiettivo di non considerare il marciapiede come uno spazio residuale, ma come una componente essenziale della mobilità urbana. Le linee guida approvate indicano misure concrete: eliminazione di elementi non necessari, rimozione della segnaletica duplicata o obsoleta, accorpamento dei supporti e, dove possibile, ampliamento delle corsie pedonali per garantire una larghezza minima utile al passaggio in sicurezza.
Queste azioni vogliono ridurre le barriere architettoniche e rendere più agevole il movimento di persone con mobilità ridotta, genitori con passeggini e chiunque cammini per la città. Il riordino degli arredi urbani e della segnaletica permette inoltre di migliorare la leggibilità degli spazi e la convivenza tra pedoni e altri utenti della strada.
Prime attività operative
Tra i primi provvedimenti immediatamente attuabili figurano la rimozione di elementi non più necessari e l’accorpamento dei supporti per cartelli e segnali, azioni che possono liberare metri preziosi di marciapiede senza interventi strutturali complessi. L’incremento della larghezza dei percorsi sarà valutato caso per caso, compatibilmente con la conformazione stradale e la necessità di mantenere gli standard di sicurezza per tutti gli utenti.
La sinergia tra i due programmi riflette una visione integrata dell’ambiente urbano: più sedute permettono soste pianificate e miglior comfort, mentre marciapiedi più ampi e ordinati aumentano la fruibilità degli spostamenti a piedi. L’amministrazione ha approvato le linee di indirizzo che disciplineranno la fase esecutiva, lasciando spazio alla partecipazione dei cittadini per calibrare gli interventi sulle esigenze reali del territorio.



