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Cartelli di divieto per le mountain bike sulla Sella del Diavolo: cosa cambia

Il Comune di Cagliari ha collocato i cartelli di divieto per le mountain bike sulla Sella del Diavolo, area tutelata con vincolo paesaggistico, vincolo idrogeologico e inserita nella Rete Natura 2000; l'azione segue anni di campagne degli ambientalisti e perizie che hanno documentato tagli della vegetazione ed erosione del suolo

Cartelli di divieto per le mountain bike sulla Sella del Diavolo: cosa cambia

Il Comune di Cagliari ha posizionato la segnaletica che vieta il transito con mountain bike sulla Sella del Diavoloun’area sottoposta a vincolo paesaggistico, vincolo idrogeologico e inserita nella Rete Natura 2000. L’intervento ha chiuso una lunga fase di segnalazioni e mobilitazioni che denunciavano il progressivo deterioramento degli habitat e la crescente erosione antropica causata dall’apertura non autorizzata di sentieri.

Motivi e contesto normativo alla base del divieto

La decisione comunale si inserisce in un quadro normativo e tecnico già articolato: il piano di gestione dei siti di importanza comunitaria, approvato con decreto del 11 febbraio 2011, prevedeva tra le prescrizioni il divieto di apertura di nuovi percorsi e la conservazione dei sentieri esistenti esclusivamente per la percorribilità pedonale. Successivamente, aggiornamenti del piano datati 30 marzo 2026 (decreti n.6/1225 e n.7/1226) hanno ribadito misure di conservazione che includono l’esplicito divieto del transito con mezzi ciclistici di qualsiasi tipologia.

Inoltre, a integrazione delle misure già vigenti, è stato pubblicato nel bollettino regionale un provvedimento che rafforza le prescrizioni di polizia forestale: il decreto assessoriale del 23 settembre 2026 (n.18/5347), reso esecutivo tramite pubblicazione sul B.U.R.A.S. n. 54 del 2 ottobre 2026, integra norme esistenti per garantire una maggiore tutela alla Sella del Diavolo e al Colle di Sant’Elia. Questo insieme di provvedimenti fornisce la base legale che rende il divieto ora visibile anche attraverso la segnaletica stradale.

Documentazione tecnica e campagne di tutela

Le preoccupazioni sulla condizione dell’area non sono recenti: una perizia tecnica firmata nel marzo 2026 ha analizzato il sistema pedo-vegetazionale e il degrado dovuto a processi antropici, mettendo in luce come il taglio della vegetazione e la creazione di nuove piste per mountain bike abbiano aggravato la erosione del suolo e messo a rischio habitat naturalistici tutelati. Sulla base di questi rilievi, gruppi di tutela ambientale hanno condotto una campagna sistematica negli anni per chiedere interventi di salvaguardia e la corretta fruizione pubblica dell’area.

L’azione congiunta di associazioni ambientaliste, apparati tecnici e amministrativi ha portato a un impegno operativo: oltre all’installazione dei cartelli, sono previste attività di regolamentazione degli accessi e la realizzazione di percorsi pensati esclusivamente per l’uso pedonale, con l’obiettivo di ridurre il rischio idrogeologico e recuperare le superfici compromesse.

Il ruolo delle istituzioni locali e regionali

Il risultato è frutto della cooperazione tra diversi livelli istituzionali: funzionari e amministratori degli assessorati comunali competenti hanno curato l’apposizione della segnaletica, mentre precedenti atti amministrativi e normative regionali, compresa la deliberazione della Giunta regionale del 17 aprile 2026 (n.21/9), hanno definito le misure tecniche ed esecutive per la tutela. Strumenti di polizia forestale già emanati nel 2026 (decreto n.3022/3 del 31 marzo 2026) hanno costituito un ulteriore quadro di riferimento operativo.

Impatto pratico e prossime fasi sull’area

Con i cartelli ben visibili, la possibilità di sostenere l’ignoranza del divieto viene ridotta: chi percorre la Sella del Diavolo non può più invocare mancata informazione circa il divieto di transito ciclistico. Nei prossimi mesi sono pianificate attività tecniche per rendere fruibili in maniera controllata i sentieri pedonali, realizzare accessi adeguati e completare la segnaletica informativa delle zone protette interessate, misure che puntano a salvaguardare un sito descritto come un gioiello del Mediterraneo.

La vicenda ricostruisce inoltre un percorso lungo almeno quindici anni nel quale, per ragioni idrogeologiche e di tutela ambientale, è stato più volte ribadito il divieto di transito con mountain bike: le prescrizioni pianificatorie e i decreti regionali citati oggi trovano concretezza nell’installazione di cartelli che segnano un cambio di praticabilità e gestione dell’area.

Per chiunque frequenti la Sella del Diavolo, la novità implica la necessità di rispettare le norme di tutela: il divieto di transito ciclistico è ora supportato da atti tecnici, segnaletica visibile e un percorso amministrativo che mira a ridurre ulteriori danni ambientali e a preservare la stabilità idrogeologica del territorio.

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