9 Settembre 2026

Daniele Compatangelo: il viaggio della salma e le indagini in corso

La salma del giornalista Daniele Compatangelo farà ritorno in Italia il 2 settembre. Scopriamo i dettagli del rimpatrio e le indagini in corso sulla sua morte.

Daniele Compatangelo: il viaggio della salma e le indagini in corso

Il giornalista Daniele Compatangelo, corrispondente dalla Casa Bianca, tornerà finalmente in Italia. La sua salma partirà da Washington Dc il 1 settembre e arriverà a Roma Fiumicino il 2 settembre. I funerali si terranno il 3 settembre nella capitale, mentre la sepoltura avverrà il 5 settembre a Sauze di Cesana, nel cimitero di San Restituto. Dopo più di un mese di attesa, il lungo iter burocratico per il rimpatrio è finalmente concluso.

Il ritardo nel rientro della salma è stato causato principalmente dalla burocrazia statunitense, complicata dal fatto che Compatangelo fosse anche cittadino americano. Inoltre, il periodo estivo ha rallentato ulteriormente le procedure. Ora, finalmente, la famiglia e gli amici potranno dare l’ultimo saluto al giornalista.

Le indagini sulla morte di Daniele Compatangelo

Le indagini sulla morte di Daniele Compatangelo sono ancora in corso. Il detective dell’Arlington County Police Department ha spiegato che i tempi per l’autopsia definitiva possono variare tra otto e dodici settimane. I risultati preliminari, eseguiti circa una settimana dopo il decesso, non sono stati esaustivi.

“Una cosa strana, ma può succedere in queste circostanze”, ha spiegato un collega di Compatangelo. La madre del giornalista, Renata Freccero, ha espresso dubbi su un possibile avvelenamento, ma questa ipotesi non è stata confermata dalle autorità di Arlington. L’Fbi non è stata coinvolta nel caso, e la polizia locale ha parlato di cause naturali, probabilmente un infarto.

Le ultime ore di Daniele Compatangelo

Secondo la ricostruzione degli ultimi giorni di vita di Compatangelo, il giornalista è andato a cena il 17 luglio con un collaboratore, lamentando dolore al petto e affanno. Tuttavia, non si è recato in ospedale, pensando fosse solo stanchezza. Nel weekend, diversi colleghi e amici hanno provato a contattarlo senza successo, ma la cosa non ha destato allarme. Solo il 20 luglio, quando un datore di lavoro ha contattato il collaboratore di Compatangelo, è emersa la gravità della situazione.

Il collaboratore si è recato all’appartamento di Compatangelo ad Arlington, dove ha trovato il corpo senza vita del giornalista. Da lì, è iniziato un turbinio di chiamate e messaggi che ha coinvolto colleghi, datori di lavoro, l’ambasciata italiana e la famiglia di Compatangelo. La madre del giornalista ha rivelato che, in un messaggio del 4 luglio, il figlio le aveva scritto di essere esausto e di non vedere l’ora di tornare a Sauze di Cesana.

Lo stress e le ultime settimane di Daniele Compatangelo

Colleghi e persone vicine a Compatangelo hanno confermato che il giornalista stava vivendo un periodo di forte stress, soprattutto dopo la famosa telefonata con il presidente Donald Trump a giugno, che aveva scatenato una crisi diplomatica tra Usa e Italia. Tuttavia, tranne i sintomi di stanchezza espressi la sera del 17 luglio, Compatangelo non aveva mai parlato di problemi di salute o situazioni particolari con le persone vicine a lui a Washington Dc.

La data esatta del decesso rimane poco chiara, ma sarebbe anteriore al 20 luglio. Le indagini continuano per fare luce sulle circostanze della morte di Daniele Compatangelo, mentre la sua salma fa finalmente ritorno in Italia.

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