18 Settembre 2026 🌤 20°

Deciso il blocco di caccia per 20 e 27 settembre in Sardegna

Il TAR blocca le prime due giornate di caccia in Sardegna, sollevando dubbi sulla gestione della fauna.

Deciso il blocco di caccia per 20 e 27 settembre in Sardegna

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna ha emesso, il 17 settembre, un provvedimento che sospende le uscite venatorie previste per il 20 e il 27 settembre. La decisione coinvolge tre specie tipiche dell’isola – pernice sarda, lepre sarda e coniglio selvatico – ed è stata motivata da una carenza di informazioni aggiornate sulla loro popolazione.

Il provvedimento arriva a pochi giorni dall’apertura della stagione venatoria 2026-27, creando un primo ostacolo giurisprudenziale al calendario regionale. Mentre la giornata del 4 ottobre rimane ancora in bilico, le autorità competenti dovranno rivalutare la situazione nella udienza fissata per il 30 settembre.

Sospensione delle giornate del 20 e 27 settembre

Secondo quanto disposto dal presidente della Seconda Sezione del Tar Sardegna Tito Aru, la sospensione è limitata alle due date più prossime, perché il danno causato da un’eventuale abbattimento sarebbe irreversibile. Il giudice ha ritenuto che il principio di precauzione debba prevalere in assenza di dati certi, impedendo così la perdita di esemplari il cui numero non è stato monitorato adeguatamente.

Motivi tecnici e scientifici evidenziati dall’Ispra

Il parere dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), rilasciato il 22 luglio, mette in luce due aspetti cruciali: innanzitutto, la caccia non dovrebbe iniziare prima del 1° ottobre; in secondo luogo, l’Ispra ha dichiarato di non aver ricevuto i risultati dei censimenti estivi per le tre specie interessate, rendendo impossibile formulare un giudizio fondato. Questa lacuna ha convinto il giudice a intervenire, poiché la Regione aveva basato la decisione sul parere favorevole del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale, senza spiegare il divergente contenuto dell’Ispra.

Procedura giudiziaria e attori coinvolti

Il ricorso è stato presentato dal Gruppo d’Intervento Giuridico con il patrocinio dell’avvocato Carlo Augusto Melis Costa. La domanda è stata notificata al Ministero dell’Ambiente e alla Regione Autonoma della Sardegna quest’ultima difesa dagli avvocati Roberto Silvio Murroni e Mattia Pani. Tra gli opponenti vi sono le associazioni venatorie Libera Caccia, Cpt Sardegna e Federcaccia Sardegna, che hanno sostenuto la legittimità del calendario venatorio.

Nel dibattito hanno partecipato anche LAC e LIPU-BirdLife Italia, che hanno sottolineato l’importanza della tutela della fauna selvatica sarda. Stefano Deliperi, portavoce del Gruppo d’Intervento Giuridico, ha dichiarato: «È una decisione importante per la tutela della fauna selvatica sarda, perché consente di evitare l’abbattimento di animali in una situazione nella quale mancano dati aggiornati sulla consistenza delle popolazioni». Ha aggiunto che l’estate appena trascorsa, caratterizzata da temperature molto elevate e da condizioni ambientali difficili, richiedeva particolare prudenza prima di autorizzare la caccia.

La data del 4 ottobre resta ancora autorizzata, ma sarà oggetto di scrutinio nella camera di consiglio prevista per il 30 settembre. Se il giudice dovesse confermare le ragioni del ricorso, anche quella giornata potrebbe essere sospesa, con conseguenze per l’intera stagione venatoria sarda.

Nel frattempo, le associazioni ambientaliste hanno annunciato che continueranno a monitorare la vicenda e a sollecitare un approccio basato su dati aggiornati e verificabili. La decisione del Tar, pur limitata a due giornate, sottolinea la necessità di un monitoraggio continuo delle popolazioni di pernice, lepre e coniglio, per garantire che le misure di gestione della fauna siano sostenibili e scientificamente fondate.

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