3 Giugno 2026 🌤 21°

Digital humanities a Cagliari: ricerca, cittadini e tecnologie in primo piano

Il quindicesimo convegno AIUCD, ospitato dall'Università di Cagliari e organizzato da Dh Unica, esplora come le Digital Humanities possano coinvolgere i cittadini attraverso strumenti digitali e pratiche partecipative.

Digital humanities a Cagliari: ricerca, cittadini e tecnologie in primo piano

L’Università di Cagliari ospita, a partire da mercoledì 3 giugno, il quindicesimo appuntamento annuale dell’AIUCD, l’Associazione per l’Informatica Umanistica e la Cultura Digitale. Organizzato dal centro DH UNICA, il convegno mette in luce la necessità di far uscire la ricerca umanistica dalle aule universitarie per portararla nelle comunità attraverso strumenti e pratiche digitali.

Questa edizione, intitolata Digitale e public engagement: pratiche e prospettive nelle Digital Humanities, propone un confronto tra studiosi, professionisti dei beni culturali e pubbliche amministrazioni su metodi partecipativi, tecnologie emergenti e modelli di accesso aperto alla conoscenza.

Obiettivi e tema centrale

Il filo conduttore dell’evento è la domanda su come le discipline umanistiche — dalla filologia alla storia dell’arte, dalla linguistica agli archivi storici — possano costruire ponti con la cittadinanza sfruttando il digitale. Si riflette sul ruolo del public engagement come pratica che non è solo divulgazione, ma collaborazione e co-creazione tra ricercatori e comunità.

Pratiche al centro del dibattito

Nei tre giorni di lavori sono previste sessioni su temi come crowdsourcing culturale, citizen science applicata alle humanities, narrativa digitale e nuovi modelli di musealizzazione virtuale. L’obiettivo è mostrare sia strumenti tecnici sia approcci metodologici per rendere i contenuti più accessibili e pertinenti per pubblici diversi.

Struttura del programma e novità digitali

Il programma include sessioni parallele, poster e momenti plenari, pensati per favorire lo scambio tra giovani ricercatori e professionisti affermati. Tra le novità operative, il convegno integra un assistente digitale accessibile dal sito ufficiale: Noa, pensato per orientare partecipanti e visitatori nella scelta delle sessioni e per fornire suggerimenti pratici sulla città di Cagliari.

Noa: un esempio pratico di public engagement

Noa rappresenta un caso concreto di come l’innovazione digitale possa facilitare la partecipazione: l’assistente aiuta a esplorare l’agenda, individua interventi tematici e facilita la fruizione delle attività. L’uso di strumenti simili è al centro della discussione su come rendere la ricerca più inclusiva e accessibile.

Direzione scientifica, riconoscimenti e diffusione dei contenuti

La direzione scientifica affidata a Giampaolo Salice (Università di Cagliari / DH UNICA) e Cristina Marras (CNR-ILIESI / AIUCD) coordina il lavoro di un comitato scientifico internazionale. L’apertura ufficiale è calendarizzata per mercoledì 3 giugno alle 13.30, momento in cui verranno delineati gli obiettivi dell’edizione e le linee di lavoro principali.

Rilevanza internazionale e pubblicazioni

L’AIUCD ha ottenuto un riconoscimento rilevante a livello europeo: è entrata tra le organizzazioni costituenti dell’Alliance of Digital Humanities Organizations (ADHO), un passo segnalato alla conferenza DH2025 di Lisbona. La rivista dell’associazione, Umanistica Digitale, è diamond open access, indicizzata su Scopus e classificata in fascia A per diversi settori disciplinari, a conferma dell’impegno sull’accesso aperto e sulla qualità scientifica.

Premi, open access e supporti istituzionali

Come da tradizione, durante il convegno saranno assegnati i Premi Giuseppe Gigliozzi a giovani ricercatori, dottorandi e studenti che presenteranno contributi selezionati. Gli atti della conferenza saranno pubblicati online con DOI e ISBN, garantendo l’accessibilità dei materiali in formato aperto.

La riuscita dell’evento è resa possibile dal sostegno di enti e fondazioni locali e nazionali: tra i finanziatori figurano la Regione Sardegna, la Fondazione di Sardegna, il Comune di Cagliari, l’Istituto Nazionale Parri e reti e infrastrutture come Clarin e la Rete Apenet. Anche la Fondazione ISSASCO e l’Associazione ITZOKOR supportano l’iniziativa, sottolineando l’interesse territoriale verso le Digital Humanities.

Partecipazione e prospettive

Il convegno si propone non solo come occasione di scambio accademico ma come laboratorio di pratiche che possano essere trasferite in contesti pubblici e istituzionali. Si attende una partecipazione eterogenea: studiosi, professionisti dei beni culturali, tecnologi e cittadini interessati a sperimentare nuove forme di collaborazione.

Nel complesso, questa edizione a Cagliari punta a far dialogare ricerca e società attraverso strumenti digitali, con un approccio pratico alla condivisione dei saperi e alla costruzione collettiva di patrimoni culturali accessibili.

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