Le Case di Comunità in Italia stanno affrontando una crisi senza precedenti. Tra turni disorganizzati, carenze di personale e servizi a rischio, i sindacati e l’opposizione politica alzano la voce per chiedere soluzioni immediate. La situazione è critica in diverse regioni, con conseguenze dirette sulla qualità dell’assistenza sanitaria.
La Uil Fp ha denunciato gravi problemi nelle strutture della Asl di Sassaridove si registrano turni da 12 ore imposti contro la volontà degli operatori e disparità tra i lavoratori. La segretaria territoriale alla sanità Mariangela Campus e il segretario aziendale Oscar Campus hanno definito il sistema “senza logica”, citando esempi emblematici come la struttura di Santa Maria Coghinas, dove la mancanza di infermieri ha costretto a spostare personale da altre località, creando un effetto domino.
Le criticità nelle Case di Comunità della Sardegna
La situazione nelle Case di Comunità della Sardegna è particolarmente preoccupante. La Uil Fp ha evidenziato come la disorganizzazione stia causando un carico di stress e un calo della motivazione tra i lavoratori, con conseguenti rischi per la qualità dell’assistenza. Il sindacato ha richiesto un tavolo immediato per uniformare gli orari di lavoro, garantire equità tra gli operatori e riorganizzare seriamente servizi e personale.
Un esempio significativo è quello di Santa Maria Coghinas, dove l’apertura di una nuova struttura senza un adeguato numero di infermieri ha costretto a spostare personale da Castelsardo e Perfugas. Questo ha lasciato altre Case di Comunità sguarnite, creando un effetto domino che ha peggiorato ulteriormente la situazione.
La situazione in Veneto: le accuse del Pd
Anche in Venetole Case di Comunità sono al centro di critiche. Le consigliere regionali del Partito Democratico Chiara Luisetto, Anna Maria Bigon e Monica Sambo hanno denunciato un “caos totale” a quindici giorni dall’apertura delle strutture. Secondo le esponenti dem, il centrodestra al governo a Roma e in Regione è arrivato impreparato all’appuntamento con la riforma della sanità territoriale.
Le consigliere hanno sottolineato come, dopo anni di tempo a disposizione per progettare e organizzare le nuove strutture, “nessuno è in grado di dire come verranno dotate di personale sanitario”. Solo 3 Case di comunità su 99 risulterebbero pienamente operative in primavera, un dato che le consigliere definiscono “risicato ma eloquente”.
Le medicine di gruppo integrate nel limbo
Il fronte delle incertezze riguarda anche il futuro delle medicine di gruppo integrateconsiderate un tassello fondamentale della sanità territoriale. Le consigliere del Pd hanno riportato le preoccupazioni di diversi amministratori locali, che si sentono rispondere dalla Regione che tutto è fermo, in attesa di un accordo nazionale e di quello integrativo regionale.
Il giudizio politico delle tre consigliere è durissimo: “Se a Roma è saltato tutto, per colpa di un modo scellerato di gestire questa enorme partita, ora cosa succederà?”. Per Luisetto, Bigon e Sambo quella che si sta scrivendo è “una pagina vergognosa, senza precedenti”, che alimenta il sospetto che “una certa parte politica abbia la volontà di affossare, non di riformare, la sanità pubblica”.
Il degrado delle case popolari a Sassari
Mentre la sanità affronta una crisi senza precedenti, anche il settore delle case popolari a Sassari è in grave difficoltà. Le palazzine Erp di via Rockfeller, civici 39 e 41, costruite oltre 30 anni fa, versano in uno stato di degrado avanzato. I controlli compiuti dal Comune hanno evidenziato un “mediocre stato di conservazione” e un “potenziale pericolo per la pubblica incolumità”.
Il progetto di manutenzione straordinaria, che ha ottenuto il via libera per un Documento di indirizzo alla progettazione e una prenotazione di spesa da 320mila euro, mira a risolvere le criticità di terrazzini, canali di gronda, ringhiere e portoni di ingresso. Tuttavia, i problemi non si limitano alla struttura: gli androni sono caratterizzati da infiltrazioni e umidità, che hanno causato il malfunzionamento di un impianto elettrico.
Un ulteriore problema è rappresentato dall’odore di fogna, dovuto a un pozzetto stradale. Abbanoa ha garantito la sua disponibilità per inserire i sifoni necessari a bloccare i cattivi odori, ma la situazione rimane critica. Il presidente del comitato Rizzeddu-Monserrato, Giovanni Coroforo, ha affermato: “Abbiamo difficoltà anche con le infiltrazioni, che sono dappertutto”.


