La Sardegna ha ospitato delegazioni provenienti da tre delle altre Blue Zone mondiali in occasione di un percorso formativo dedicato alla longevità. L’iniziativa, inserita nel calendario di The Longevity Experience che si è svolto a Tortolì dal 3 al 7 giugno 2026ha previsto visite sul territorio, incontri tecnico-scientifici e navigazioni lungo il Golfo di Oroseicon tappe simboliche come Cala Mariolu e l’area di fronte a Cala Goloritzè.
Organizzato dall’Assessorato regionale del Turismo insieme alla Camera di Commercio di Sassari e Promocamerail programma ha voluto mettere a sistema conoscenze locali e internazionali per costruire un prodotto turistico esperienziale legato ai territori della longevità. L’obiettivo è esplorare come fattori ambientali, alimentari e sociali si intreccino per sostenere vite più lunghe e soddisfacenti.
Navigazione nel Golfo di Orosei e tutela degli accessi
Una delle giornate centrali dell’itinerario è stata dedicata alla navigazione lungo la costa di Bauneiarea che ha conquistato il secondo posto nella classifica nazionale delle Cinque Vele di Legambiente e Touring Club. I delegati hanno fatto sosta a Cala Mariolu e hanno osservato dal largo il tratto di mare davanti a Cala Goloritzèrispettando le misure di protezione che regolano gli ingressi alle spiagge. L’esperienza ha stimolato confronti pratici sul bilanciamento tra fruizione turistica e conservazione: alcuni ospiti hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di governare i flussi per preservare l’ambiente costiero.
Osservazioni internazionali sul turismo e l’identità
Tra gli interventi in barca si è distinto Hiroshi Toyama da Okinawa, che ha commentato: “A Okinawa il mare fa parte dell’identità di chi ci abita.” Toyama ha aggiunto: “Questo golfo lo riconosco, anche se è la prima volta che lo vedo“, sottolineando analogie nella gestione delle isole e nella tutela degli spazi marini. La sua osservazione ha rimarcato la necessità di regole che mettano al centro la comunità locale: “Gli accessi vanno regolati, prima che sia il turismo a decidere al posto nostro.”
Scambio di pratiche tra comunità longeve e modelli locali
Le delegazioni di OkinawaNicoya e Ikaria hanno esplorato anche l’entroterra sardo, toccando realtà come Orroli, con l’albergo diffuso e le dimostrazioni di cucina tradizionale, e il sito del Nuraghe Arrubiu. Il confronto ha messo a fuoco come la longevità emerga da abitudini quotidiane ripetute nel tempo: camminare, alimentarsi con prodotti locali, vivere relazioni di comunità.
Il sindaco di NicoyaCarlos Armando Marinez Arias, ha evidenziato quel legame pratico tra ambiente e salute: “I nostri anziani camminano ogni giorno tra le foreste e l’oceano. È la loro vita normale.” Ha aggiunto: “La longevità non è un mistero, è un ambiente sano tenuto tale con scelte precise.” Queste parole hanno fatto da filo conduttore nelle visite gastronomiche e antropologiche, dove la preparazione di piatti come i culurgiones ha illustrato la centralità di tradizione e produzione locale.
Riflessioni dall’isola di Ikaria
Le rappresentanti di IkariaKyriaki Spanou e Angeliki Douka, hanno posto l’accento sui pericoli dell’afflusso turistico incontrollato: “L’iperturismo sta erodendo quello che siamo“, hanno osservato, portando l’esperienza greca come monito sulle scelte di sviluppo. Dalla Sardegna, hanno riconosciuto il valore dell’accoglienza e della dimensione comunitaria come elementi replicabili e preziosi per preservare identità e qualità della vita.
Parallelamente alle visite sul campo, il meeting ha previsto sessioni tecnico-scientifiche con la partecipazione di ricercatori e professionisti locali, tra cui nomi dell’Università di Sassari, del CNR e della Comunità Mondiale della Longevità, nonché rappresentanti sanitari dell’ASL Ogliastra, impegnati a connettere i dati della ricerca con le pratiche osservate sul territorio.
Il bilancio dell’esperienza lascia un quadro chiaro: osservare e confrontare modelli di vita longevi in luoghi diversi ha permesso di identificare elementi condivisi — ambiente integro, alimentazione tradizionale, legami sociali forti — che possono guidare politiche locali e strategie turistiche sostenibili. L’evento ha dimostrato come la Sardegna possa contribuire attivamente a una rete internazionale che vuole valorizzare i “santuari di lunga vita” in chiave scientifica e culturale.


