La Formula 1 è nuovamente al centro di una polemica che coinvolge Flavio BriatoreMcLaren e la Fia. La vicenda riguarda il controverso podio del gran premio di Monaco vinto da Kimi Antonelli il 7 giugno, e le successive decisioni che hanno ribaltato la classifica.
La tensione è esplosa durante il Gran Premio d’Italia a Monza dove Briatore, executive advisor di Alpine ha messo in discussione l’indipendenza dei giudici della Fia, in particolare del giudice Filippo Marchino. La Fia ha risposto con un comunicato ufficiale, difendendo l’integrità del processo giudiziario.
Le accuse di Briatore e la risposta della Fia
Briatore ha criticato la decisione della Fia di ripristinare le due penalità di cinque secondi inflitte a Pierre Gasly per eccesso di velocità in pit-lane. Questa decisione ha riportato Isack Hadjar sul podio, al terzo posto, e ha scatenato la reazione di Briatore.
Durante una conferenza stampa, Briatore ha dichiarato: “Accettiamo il verdetto, non accettiamo che uno dei giudici non fosse indipendente e ci chiediamo il motivo di un rapporto con McLaren”. Le sue parole fanno riferimento a una fotografia di Marchino accanto a una McLaren durante un’iniziativa benefica del 2018.
La Fia ha risposto con un comunicato in cui afferma che i giudici sono eletti dalle Assemblee Generali della Fia e sono soggetti a rigorosi standard di indipendenza e riservatezza. La Federazione ha sottolineato che tutti i giudici firmano una dichiarazione di indipendenza per ogni singolo caso e che nessuna delle parti ha sollevato obiezioni durante l’udienza.
La reazione di McLaren e le implicazioni per la Formula 1
Andrea Stella, team principal di McLaren, ha risposto alle accuse di Briatore definendole “offensive”. Stella ha difeso la sua squadra, sostenendo che McLaren ha semplicemente utilizzato gli strumenti previsti dal regolamento per garantire un’applicazione coerente delle regole.
La vicenda ha messo in evidenza non solo le tensioni tra le squadre, ma anche le criticità del sistema di revisione delle decisioni sportive. La Fia si trova ora a dover dimostrare che le procedure utilizzate per riesaminare i casi siano sufficientemente chiare e uniformi.
La polemica ha anche sollevato domande sul funzionamento del sistema giudiziario della Fia e sulla necessità di garantire l’indipendenza dei giudici. La vicenda è destinata a continuare a far discutere anche oltre il weekend di Monza, mettendo in discussione la credibilità della Federazione e delle sue decisioni.



