23 Giugno 2026 ☀ 26°

Giave sul set: il nuovo film di Rolando Colla tra memoria e inclusione

Un viaggio cinematografico tra memoria e attualità, tra le colline del Meilogu e le città svizzere, alla scoperta di una storia che unisce due mondi

Giave sul set: il nuovo film di Rolando Colla tra memoria e inclusione

Tra le colline del Meilogu e le strade di Giave un progetto cinematografico sta prendendo vita, unendo due mondi e due storie. Le scarpe nascoste il nuovo film diretto dal regista svizzero Rolando Colla racconta una vicenda che affonda le radici nella storia europea e che parla di emigrazionediritti e integrazione.

Il film, prodotto da Peacock Film in coproduzione con Terra de Punt e in collaborazione con Sardegna Film Commission è ambientato tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta. Una storia che, pur essendo radicata nel passato, risuona con una forte attualità.

Una storia di emigrazione e diritti

Al centro della narrazione c’è la vicenda di una famiglia sarda costretta a emigrare in Svizzera per lavoro. La storia si concentra sul piccolo Luigi un bambino costretto a vivere nascosto a causa delle restrizioni che, all’epoca, impedivano il ricongiungimento familiare ai lavoratori stagionali. Questo fenomeno, noto come quello dei bambini nascosti coinvolse circa 50.000 minori che vissero nell’ombra per poter restare accanto alle proprie famiglie.

La produttrice Elena Pedrazzoli ha spiegato durante un incontro con la stampa: Questo film racconta la storia di una famiglia che dall’entroterra sardo emigra in Svizzera alla fine degli anni Sessanta. È una vicenda profondamente legata alla nostra memoria collettiva ma allo stesso tempo estremamente contemporanea, perché parla di mobilità, diritti e integrazione.

Un progetto che unisce due mondi

Per Tore Cubeddu produttore di Terra de Punt il progetto rappresenta un importante incontro tra esperienze e identità differenti. La collaborazione tra Peacock Film e Terra de Punt è una grande opportunità. È un film importante non solo per il suo valore cinematografico, ma perché racconta una parte della nostra storia. Molti di noi, a partire da me, Elena e il regista, condividiamo il fatto di essere nati in Svizzera e sentiamo il dovere di riportare queste storie sullo schermo.

Giave e la Sardegna sul grande schermo

Le riprese in Sardegna coinvolgono circa 60 professionisti tra attori, tecnici e personale di produzione, oltre a circa 300 comparse provenienti dal territorio del Meilogu e del Sassarese. Questo progetto ha portato un indotto importante per le attività economiche locali e ha valorizzato il paese.

Il sindaco uscente di GiaveGianmario Chessa ha espresso grande soddisfazione: Questo progetto nasce due anni fa e all’inizio non fui pienamente convinto, ma ci ho voluto credere e si è rivelato una straordinaria opportunità. Ha coinvolto i cittadini, valorizzato il paese e portato un indotto importante per le attività economiche locali.

Sulla stessa linea la sindaca Monica Faedda che ha evidenziato il valore promozionale e sociale dell’iniziativa: Siamo orgogliosi che Giave sia stato scelto come set. Le produzioni cinematografiche portano lavoro, economia e visibilità. Per una piccola comunità come la nostra significa far conoscere le proprie bellezze a livello internazionale e coinvolgere direttamente i cittadini in un’esperienza unica.

La visita stampa ha consentito di entrare nel cuore della produzione, osservando da vicino il lavoro della troupe e il coinvolgimento delle comunità locali. Un’occasione per raccontare non soltanto un progetto cinematografico di respiro internazionale, ma anche il ruolo strategico che il cinema può svolgere nella valorizzazione dei territori, nella costruzione della memoria collettiva e nella promozione dell’immagine della Sardegna nel mondo.

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