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La Corsa degli Scalzi a Cabras: storia, riti e devozione

Ogni anno, Cabras si anima con la Festa di San Salvatore, un evento ricco di storia e devozione che culmina con la Corsa degli Scalzi.

La Corsa degli Scalzi a Cabras: storia, riti e devozione

La Festa di San Salvatore a Cabras è un evento che unisce storia, fede e tradizione in un contesto unico. Ogni anno, centinaia di fedeli partecipano a riti antichi che risalgono a secoli fa, creando un’atmosfera di grande spiritualità e comunità.

La festa inizia con la processione delle donne, scalze e vestite con abiti tradizionali, che accompagnano il simulacro di Santu Srabadoeddu fino al santuario del Sinis. Questo rito, che si svolge all’alba del 28 agosto, è un momento di grande intensità emotiva e spirituale.

La Processione delle Donne: un Rito di Devozione

Circa cinquecento donne, tra cui un centinaio di minorenni e tre anziane oltre i settant’anni, percorrono sette chilometri e 300 metri a piedi nudi. Questo cammino, che simboleggia la fede e la devozione, è un momento di preghiera e riflessione. Le donne cantano in sardo e seguono un percorso che le porta attraverso la campagna, immersa nel silenzio e nella natura.

La processione femminile ha radici profonde, anche se le sue origini esatte sono ancora oggetto di studio. Quel che è certo è che questo rito è stato riportato in auge all’inizio degli anni Ottanta e rappresenta un momento fondamentale della festa. Le donne accompagnano Santu Srabadoeddu fino al santuario, dove il simulacro resterà custodito durante il novenario.

La Novena: Nove Giorni di Preghiera e Canti

Con l’arrivo delle donne, il villaggio di San Salvatore si anima. Le famiglie tornano ad abitare le case e il villaggio riprende vita. Per nove giorni, il centro della festa è la chiesetta, dove si svolgono preghiere, il rosario e la messa. La Novena in sardo accompagna i fedeli verso il fine settimana più atteso dell’anno.

Ogni sera, si ripetono canti devozionali come Is Coggius accompagnati dal piano e dalla fisarmonica. Le strofe lasciano spazio al ritornello: «Benignu dulche Signore, plenu de amore e caridade, Dulche Jesu Salvadore, sas offesas perdonade». Questi canti, imparati da bambini e custoditi nella memoria degli anziani, sono un elemento fondamentale della festa.

La Corsa degli Scalzi: un Rito Secolare

La festa culmina con la Corsa degli Scalzi, un rito che risale al XVI o XVII secolo. Secondo la tradizione, gli abitanti di Cabras misero in salvo il simulacro di San Salvatore correndo a piedi nudi con dei rami legati ai piedi, sollevando una grande nube di polvere per ingannare gli assalitori saraceni.

La Corsa degli Scalzi si svolge il 5 e 6 settembre. Il sabato mattina, circa novecento curridoris, vestiti con il saio bianco, accompagnano il simulacro di San Salvatore da Cabras al villaggio del Sinis. Il percorso di sette chilometri e 300 metri è un momento di grande fatica e devozione, durante il quale i partecipanti cantano e si incoraggiano a vicenda.

Il giorno successivo, la domenica, i curridoris ripercorrono lo stesso tragitto in senso inverso, accompagnando il simulacro di ritorno a Cabras. La festa si conclude con una processione finale, durante la quale il simulacro viene riportato nella chiesa di Santa Maria Assunta.

La Festa di San Salvatore è un evento che unisce storia, fede e tradizione in un contesto unico. Ogni anno, centinaia di fedeli partecipano a riti antichi che risalgono a secoli fa, creando un’atmosfera di grande spiritualità e comunità. Un’esperienza che lascia un segno indelebile in chi vi partecipa.

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