12 Giugno 2026 ☀ 21°

La mostra Yan, 1956 a Nuoro: lo sguardo di Jean Dieuzaide sulla Sardegna

Dall'11 giugno al 15 settembre 2026 il Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde di Nuoro ospita YAN, 1956, un'esposizione curata dall'ISRE che ripropone il reportage di Jean Dieuzaide realizzato in Sardegna nel 1956.

La mostra Yan, 1956 a Nuoro: lo sguardo di Jean Dieuzaide sulla Sardegna

Il Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde di Nuoro apre le sue sale alla fotografia internazionale con YAN, 1956la mostra dedicata al reportage realizzato da Jean Dieuzaide durante il suo viaggio in Sardegna nel 1956. L’inaugurazione, avvenuta ieri pomeriggio, ha visto la partecipazione dell’ISRE e dei suoi rappresentanti, con la curatela di Elisa Medde e la presenza del nuovo presidente dell’ente Leonardo Moroche hanno presentato al pubblico un nucleo di immagini che restituiscono atmosfere e volti di un’epoca in rapida trasformazione.

La rassegna resterà aperta al pubblico fino al 15 settembre 2026 e propone un percorso espositivo costruito sul corpo di fotografie risalenti al 1956, accompagnate da materiali d’archivio e da un catalogo che ripropone scelte editoriali dell’epoca. L’esposizione vuole offrire sia un valore documentario sia una chiave di lettura estetica, mostrando come lo sguardo di Yan abbia narrato la Sardegna di metà Novecento.

Inaugurazione e calendario della mostra a Nuoro

La cerimonia di apertura, promossa dall’ISREha ufficializzato l’arrivo della rassegna nelle sale del museo nuorese. L’evento ha raccolto il lavoro della curatrice Elisa Medde e il contributo organizzativo dell’istituto, rappresentato dal presidente Leonardo Moro. La mostra è visitabile dall’11 giugno 2026 fino al 15 settembre 2026offrendo ai visitatori la possibilità di confrontarsi con immagini che miscelano documentazione etnografica e invenzione visiva.

Allestimento e scelta dei materiali

Una scelta curatoriale significativa riguarda il trattamento delle pellicole a colori: alcune dominanti cromatiche dovute all’invecchiamento delle emulsioni sono state mantenute intenzionalmente per diventare parte integrante dell’allestimento. Questo approccio trasforma le variazioni cromatiche in elementi ritmici dello spazio espositivo e crea un dialogo tra la materialità dell’archivio e la percezione contemporanea delle immagini.

Jean Dieuzaide, il viaggio del 1956 e le fonti editoriali

Jean Dieuzaidenoto con lo pseudonimo di Yanè figura centrale nella fotografia europea del secondo dopoguerra. Il suo lavoro include ritratti storici come quello del generale Charles de Gaulle scattato durante la Liberazione di Tolosa nel 1944e una carriera ricca di riconoscimenti: tra questi il Premio Niépce del 1955 e il Premio Nadar del 1961. Inoltre, Yan figurò tra i fondatori delle Rencontres d’Arles nel 1970contribuendo a definire il panorama delle rassegne fotografiche europee.

Il volume Sardaigne e la pubblicazione del 1957

Al nucleo fotografico del viaggio in Sardegna si collega la pubblicazione Sardaignecurata da Antonio Borio e pubblicata dall’editore parigino Arthaud nel 1957. La prefazione a quel volume è firmata da Antonio Segniche all’epoca ricopriva alte responsabilità politiche, e la pubblicazione contribuì a divulgare all’estero immagini e narrazioni sulla Sardegna, alimentando l’immaginario turistico e culturale del tempo.

Le fotografie esposte mostrano temi ricorrenti nella documentazione degli anni Cinquanta: ritratti di contadini e anziani in abiti tradizionali, scene di pesca, momenti legati alle feste popolari. In alcune immagini emergono affinità stilistiche con altri autori che lavorarono sull’isola, come Federico Patellani e Marianne Sin-Pfältzerpur mantenendo l’originalità del linguaggio visivo di Yanche privilegia sorrisi, prospettive dilatate e un uso energico dei supergrandangolari per ridefinire lo spazio della quotidianità.

La mostra mette in luce anche il rapporto tra rappresentazione e modernizzazione: molte fotografie, pur partendo da una sensibilità etnografica, veicolano un’immagine in parte idealizzata della Sardegna, destinata a dialogare con le esigenze dei rotocalchi e delle guide dell’epoca, mentre il processo di trasformazione economica e sociale dell’isola era già in atto.

Con YAN, 1956 il Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde di Nuoro propone quindi non solo una rassegna di immagini storiche, ma un’occasione per riflettere su come si costruisce un’immagine collettiva del territorio. L’iniziativa dell’ISRE riafferma il ruolo degli archivi e delle collezioni museali nel rimettere in circolo memorie visive che dialogano con il presente.

Sardegna adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
NO₂ 26 µg/m³