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Moratti su clima e energia: neutralità tecnologica e politiche pragmatiche

Letizia Moratti, presidente della Consulta Nazionale di Forza Italia, sottolinea l'importanza di politiche climatiche pragmatiche e di neutralità tecnologica per l'Europa.

Moratti su clima e energia: neutralità tecnologica e politiche pragmatiche

In un’epoca in cui le ondate di calore non sono più fenomeni stagionali ma segnali di un cambiamento strutturale, l’Europa deve ripensare le proprie politiche climatiche. Letizia Moratti, europarlamentare di Forza Italia e presidente della Consulta Nazionale del partito, ha affrontato questi temi in un’intervista con Claudio Brachino per il format tv Primo Piano Europa dell’agenzia Italpress.

Moratti ha iniziato sottolineando che le ondate di calore sono una conseguenza diretta del cambiamento climatico. L’Europa è il continente che si riscalda più rapidamente, con una media delle temperature che è raddoppiata rispetto alla media mondiale negli ultimi anni. Questo dato impone un cambiamento radicale nelle politiche pubbliche, che devono andare oltre la gestione dell’emergenza.

Politiche di mitigazione e adattamento

Secondo Moratti, è essenziale adottare politiche di mitigazione e adattamento. Questo significa investire in più verde nelle città, ospedali climatizzati, risorse sociali per i più vulnerabili e reti elettriche e ferroviarie più resilienti. Un approccio che abbraccia sia la dimensione ambientale che quella sociale, riconoscendo che queste componenti sono inseparabili.

Un esempio concreto di questa visione è il settore automotive, che rappresenta l’8% del PIL europeo e coinvolge non solo le grandi imprese ma anche le piccole e medie imprese e i lavoratori. Moratti sostiene che il cambiamento climatico deve essere affrontato in maniera pragmatica, mantenendo gli obiettivi di decarbonizzazione al 2050 ma accompagnando le industrie nella transizione.

Neutralità tecnologica e mix energetico

La posizione di Forza Italia e del Partito Popolare Europeo si basa su un principio chiave: la neutralità tecnologica. Moratti spiega che non si tratta solo di elettrico, ma anche di biofuel, e-fuel, idrogeno e nucleare di ultima generazione. Inoltre, ci sono settori come la ceramica, il vetro e l’acciaio che non possono essere totalmente elettrificati. Deve essere il mercato a determinare il mix, non regole europee imposte dall’alto.

Sul fronte energetico, Moratti evidenzia che l’Europa paga l’energia dalle tre alle cinque volte i prezzi americani e dipende da fonti fossili esterne. Le rinnovabili, come l’eolico e il fotovoltaico, sono necessarie ma non sufficienti da sole. Abbiamo bisogno di un mix che dia stabilità afferma Moratti, ricordando che i Paesi che includono il nucleare nel proprio mix energetico hanno costi inferiori rispetto all’Italia, che ne è priva.

Moratti guarda con interesse al nucleare di nuova generazione, già entrato nella tassonomia europea come energia pulita. Un mix tecnologico è indispensabile per garantire costi inferiori per le aziende e le famiglie e per conseguire quella indipendenza energetica che diventa anche una questione di sicurezza per l’Europa.

Politiche pragmatiche e revisione delle normative

Moratti insiste sul fatto che non si tratta di fare un passo indietro sugli obiettivi climatici del 2050, ma di rivedere profondamente gli strumenti per raggiungerli. Bisogna lavorare per obiettivi intermedi più realistici per la neutralità tecnologica e soprattutto per incentivi invece di divieti e costi. Incentivi che consentano alle aziende una transizione realistica, che proteggano le famiglie da bollette insostenibili e che salvaguardino le piccole e medie imprese.

Un esempio concreto di questo approccio è la battaglia condotta da Moratti e da FI-PPE contro la direttiva sulle acque reflue. La norma, sebbene giusta nel voler ridurre i microinquinanti, imponeva alle aziende farmaceutiche costi definiti esorbitanti e insostenibili per il trattamento delle acque. Le conseguenze pratiche sarebbero state pesantissime per i pazienti europei, con il rischio di far uscire dalla produzione farmaci essenziali come l’amoxicillina e la metformina.

Moratti ha fermato la norma e ha chiesto alla Commissione una valutazione di impatto prima di procedere. Questa vittoria si inserisce in un quadro più ampio di revisione delle normative europee, incluse quelle sull’accesso ai medicinali innovativi, che in Italia arrivano in misura ridotta rispetto al passato.

Nell’intervista con Brachino, Moratti ha affrontato anche il tema dell’immigrazione irregolare e delle norme approvate a livello europeo. Le nuove norme europee impegnano l’Unione e gli Stati membri a politiche comuni e coordinate, rafforzando i controlli alle frontiere, cooperando con l’Interpol e creando hub extraeuropei per fermare i cittadini che non hanno il diritto di entrare in Europa.

Misure che Moratti definisce apolitiche e apartitiche frutto di una risposta pragmatica a una sfida concreta che attraversa trasversalmente tutti i Paesi del continente.

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