3 Giugno 2026 🌤 21°

Nomina di Piras annullata da anticorruzione: il ricorso e le responsabilità in Regione

La Regione Sardegna ha annullato la nomina di Salvatore Piras come amministratore unico di Forestas per una causa di inconferibilità. Piras contesta la decisione, annuncia ricorso al Tar e respinge accuse di opacità, mentre la Regione apre accertamenti sulle responsabilità dei soggetti coinvolti.

Nomina di Piras annullata da anticorruzione: il ricorso e le responsabilità in Regione

L’ufficio regionale per la prevenzione della corruzione e la trasparenza ha dichiarato nulla la nomina di Salvatore Piras a amministratore unico di Forestas, incarico conferito con delibera della giunta regionale nel giugno 2026. La decisione si basa su un elemento ritenuto ostativo dalle norme che disciplinano i conferimenti di incarichi pubblici e ha già innescato verifiche interne sugli atti e sulle responsabilità.

Di fronte all’annullamento, Piras ha annunciato l’intenzione di impugnare il provvedimento nelle sedi competenti, chiedendo immediatamente la sospensiva al TAR. Nelle sue comunicazioni pubbliche l’ex amministratore ha respinto con fermezza ogni accusa di mancata trasparenza o omissione, sostenendo che tutte le dichiarazioni previste dalla legge erano state rese al momento della nomina.

Motivazioni dell’annullamento e quadro normativo

L’atto dell’ufficio anticorruzione si fonda sulla constatazione che, nell’anno precedente al conferimento dell’incarico, Piras aveva rivestito la carica di direttore generale della Fondazione Opera Gesù Nazareno, ente che intrattiene rapporti economici con la Regione Sardegna. Secondo l’interpretazione applicata dall’ufficio, questa circostanza configura una causa di inconferibilità prevista dal decreto legislativo n. 39 del 2013.

Applicazione della norma e richiamo all’ANAC

Nell’istruttoria è stato inoltre richiamato il parere dell’ANAC, che conferma come rapporti economici tra l’ente pubblico e il soggetto di riferimento possano determinare l’incompatibilità alla nomina. L’ufficio regionale ha quindi ritenuto necessario annullare il decreto firmato dalla presidente della Regione il 19 giugno 2026 e di avviare successivamente le verifiche sul punto.

Le azioni successive: verifiche e termini per le difese

A seguito della dichiarazione di nullità sono partite due direttrici procedurali: da una parte l’annullamento formale dell’atto di nomina, dall’altra l’avvio di accertamenti interni volti a valutare se vi siano responsabilità del nominante o del nominato, anche in termini di dolo o di colpa lieve. La Giunta regionale e i componenti che votarono la delibera sono stati informati e invitati a presentare memorie difensive entro i termini stabiliti dall’ufficio.

Possibili ricadute amministrative

La verifica mira a chiarire se si siano verificate omissioni o errori nelle procedure di controllo preliminari; in concreto verrà valutato se gli uffici che istruirono la pratica abbiano agito con la dovuta diligenza. Nel frattempo, l’assenza di una guida pienamente legittima pone interrogativi sull’operatività dell’agenzia soprattutto nella stagione critica per la prevenzione degli incendi.

La reazione di Piras e il ricorso al Tar

In una nota ufficiale Salvatore Piras ha annunciato il ricorso al Tribunale amministrativo regionale per ottenere la sospensiva dell’atto e difendere la validità della sua nomina. Piras contesta l’interpretazione applicata all’articolo 4 del dlgs 39/2013, definendola «particolarmente estensiva» e basata su giurisprudenza riferita a fattispecie ritenute non confrontabili con la sua situazione.

Ha inoltre sottolineato di aver fornito tutte le dichiarazioni richieste dalla legge al momento del conferimento dell’incarico, e che tutte le informazioni relative alla sua posizione professionale erano note all’amministrazione regionale. Per l’ex amministratore, l’annullamento non sarebbe che il risultato di una lettura successiva e discutibile della normativa.

Argomentazioni e strategia di difesa

La strategia annunciata prevede di impugnare formalmente il provvedimento e di chiedere la sospensiva per evitare conseguenze amministrative immediate. Nella difesa legale verrà probabilmente messo in rilievo il principio della conoscibilità delle informazioni al momento della nomina e la mancata volontà di eludere norme di incompatibilità.

Reazioni politiche e considerazioni pubbliche

La vicenda ha attirato l’attenzione dei gruppi di opposizione regionali, che hanno evidenziato criticità nelle procedure di nomina e nella capacità dell’amministrazione di individuare tempestivamente possibili cause di incompatibilità. Secondo alcuni consiglieri, una verifica preliminare più accurata avrebbe potuto evitare l’attuale contenzioso e il periodo di incertezza per l’agenzia.

Da parte sua, la maggioranza regionale dovrà ora valutare l’esito delle memorie difensive e le risultanze degli accertamenti. Se emergessero responsabilità, potrebbero scattare iniziative disciplinari o amministrative nei confronti dei soggetti coinvolti nella procedura di nomina.

Impatto operativo su Forestas

Nel breve periodo l’agenzia si trova a operare senza una figura amministrativa pienamente legitimata, con possibili ripercussioni sull’organizzazione interna e sui progetti in corso. La tempistica dell’iter giudiziario e amministrativo diventerà quindi un elemento chiave per capire quando verrà ristabilita una direzione stabile e riconosciuta.

In conclusione, la vicenda mette a confronto interpretazioni giuridiche della normativa anticorruzione, responsabilità amministrative e spinte politiche: l’esito del ricorso al Tar e delle verifiche interne determinerà non solo le sorti personali di Salvatore Piras, ma anche un precedente sulla gestione delle nomine nelle istituzioni regionali.

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