L’inchiesta sull’omicidio di Claudio Manca avvenuto a Terralba il 24 settembre dello scorso anno ha compiuto un passo significativo. Dopo mesi di indagini, la Procura di Oristano ha ampliato le accuse, coinvolgendo non solo Battista Manis già indagato, ma anche sua moglie Claudia Abis e il figlio Pietro Paolo Manis.
L’udienza preliminare è stata fissata per mercoledì 23 settembre prossimo davanti al GUP. Per tutti e tre gli indagati, il pubblico ministero Marco De Crescenzo ha richiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio volontario.
La ricostruzione dei fatti secondo l’accusa
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la sera del 24 settembre i tre viaggiavano a bordo di una Volkswagen Golf lungo la Statale 126 da San Nicolò d’Arcidano verso Terralba. Alla guida ci sarebbe stata proprio Claudia Abis.
L’auto avrebbe seguito Claudio Manca che procedeva in bicicletta lungo la circonvallazione di Terralba. All’altezza del canale la Volkswagen avrebbe effettuato una brusca sterzata, urtando la bicicletta. Manca sarebbe stato sbalzato, cadendo a terra.
In base alle indagini, Battista Manis sarebbe sceso dall’auto e avrebbe aggredito con violenza il ciclista, con l’aiuto del figlio. I tre si sarebbero poi allontanati, lasciando Manca gravemente ferito nella cunetta, dove venne ritrovato privo di vita.
Le prossime mosse del processo
Battista Manis detenuto nel carcere di Sassari e difeso dagli avvocati Antonio Pinna Spada e Luigi Porcella insieme a Claudia Abis e Pietro Paolo Manis (assistiti dagli avvocati Roberto Nati e Anna Maria Uras), dovranno comparire davanti al GUP il 23 settembre prossimo.
I familiari di Claudio Manca tra cui i genitori e una sorella, sono assistiti dall’avvocato Fabio Costa. La prossima udienza sarà cruciale per determinare il destino degli imputati e fare chiarezza su quanto accaduto quella tragica notte.



