Ultimo aggiornamento: 11 agosto 2026.
La Regione Sardegna ha avviato il 12 agosto l’attivazione delle nuove aree di stoccaggio temporaneo a Macchiareddu per affrontare l’emergenza sugli imballaggi in plastica, e le operazioni di trasferimento dei materiali sono state programmati per liberare i piazzali delle società coinvolte.
Perché l’intervento è stato messo in campo
L’intervento è stato attivato perché la filiera del riciclo ha subito un rallentamento che ha bloccato i conferimenti agli impianti di recupero, aggravato dall’insularità. Le amministrazioni regionali hanno sottolineato che le nuove aree rappresentano una misura temporanea in attesa di una soluzione strutturale a livello nazionale.
Nuove aree di stoccaggio a Macchiareddu
Le aree individuate da Cacip e Tecnocasic sono entrate in funzione con un giorno di ritardo rispetto al programma iniziale; a partire dalla mattina del 12 agosto So.Ma. Ricicla ha iniziato a trasferire il materiale accumulato verso gli spazi temporanei. La capacità immediatamente disponibile è stata indicata intorno a 1.000 tonnellate, mentre è stato avviato l’iter autorizzativo per estensioni ulteriori di diverse migliaia di tonnellate che potrebbero essere pronte nei primi giorni di settembre.
Capacità e trasferimenti verso la Penisola
Parallelamente alle aperture dei siti, è stato disposto il trasferimento di materiali verso il continente: Corepla ha autorizzato l’invio di circa 600 tonnellate di imballaggi in plastica verso impianti di selezione situati nella Penisola. Altre piattaforme sono state rese disponibili sul territorio regionale, portando la capacità complessiva temporanea a più di 2.700 tonnellate in diverse aree, tra cui quelle rese disponibili da Cacip, Cipnes Gallura e altri siti messi in sicurezza con adempimenti antincendio.
Criticità per i Comuni e coordinamento degli enti
Molti Comuni hanno ancora quantitativi accumulati e devono riorganizzare calendari e flussi di raccolta: la ripresa del servizio è prevista in modo graduale e sarà monitorata quotidianamente. L’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi ha ringraziato i sindaci, Anci Sardegna i consorzi industriali, le Province e le Città metropolitane per il lavoro svolto, definendoli «in prima linea nella gestione delle conseguenze di una crisi che non hanno provocato e che non possono risolvere da soli».
La Regione ha evidenziato che la tenuta del sistema dipende dalla continuità dei ritiri organizzati da Corepla e che, senza una programmazione stabile dei trasferimenti verso il continente, gli spazi temporanei non costituiranno una soluzione definitiva. L’assessora ha affermato: “L’emergenza non è rientrata. Lo sarà soltanto quando saranno ripristinati flussi in uscita regolari, continuativi e adeguati. Finché il Governo non porrà rimedio alle criticità della filiera nazionale e Corepla non garantirà una programmazione certa dei ritiri, il problema resterà aperto”.
Allarmi estesi e misure temporanee
Oltre alla plastica, è stato segnalato il rischio che la crisi si estenda alla frazione secca: un dirigente tecnico ha avvertito che “Dopo la crisi della plastica verrà la crisi del secco” a causa di impianti saturi, tariffe elevate e impianti di termovalorizzazione non utilizzati. Le amministrazioni hanno richiesto ai cittadini di continuare a separare i rifiuti e di non esporre i sacchi se non secondo il calendario concordato per evitare ulteriori sovraccarichi.
Tra le misure adottate sono state citate piattaforme temporanee disponibili da martedì 11 agosto e mercoledì 12 agosto in diversi siti regionali, oltre a circa 700 tonnellate rese disponibili presso un sito locale con ordinanza del sindaco metropolitano. Le autorità locali continuano il coordinamento con i consorzi e i gestori per monitorare i flussi e preparare eventuali ampliamenti degli spazi.



