Il ritorno di Luciano Spalletti alla panchina della Juventus è accompagnato da una dichiarazione netta: la squadra non si farà intimidire da pronostici o commenti esterni. Dopo il trionfo contro l’Atalanta, il tecnico ha voluto ribadire che i bianconeri sono condannati a vincere a prescindere dalle ipotesi sulla corsa allo scudetto.
Spalletti sulla mentalità della Juventus
Durante la conferenza pre-partita contro il Cagliari, Spalletti ha sottolineato che la Juve non si sente inserita o esclusa dalla lotta per il titolo, ma che la vera pressione è auto-imposta. “Siamo noi a fissare l’asticella del nostro mirino”, ha affermato, evidenziando la necessità di autonomia decisionale e di una fame competitiva che non dipende dalle opinioni altrui. Per il tecnico, la coerenza di intento è il pilastro su cui costruire le prossime sette partite, tra campionato e Europa League.
Muani, Zhegrova e i giovani in prima linea
Tra i volti più attesi dal settore offensivo c’è Randal Kolo Muani. Spalletti ha dichiarato che vuole lasciare l’attaccante più libero possibile, spingendolo a muoversi anche sulla fascia e a sfruttare la sua capacità di acrobazia e di finalizzazione. “Il suo movimento non deve limitarsi al ruolo tradizionale di prima punta”, ha spiegato il tecnico.
Un altro nome di rilievo è Edon Zhegrova ritornato in forma dopo gli impegni con il Kosovo. Il giocatore ha già messo a segno un gol e un assist, ma la titolarità rimane oggetto di valutazione fino al termine dell’ultimo allenamento. Spalletti ha inoltre lodato Nico González definendolo un giovane dal sguardo determinato e dalla capacità di impostare il gioco, con una caratteristica attenzione al dettaglio, persino al taglio delle sopracciglia.
Koopmeiners, il regista a trecento
Nel centrocampo, Teun Koopmeiners assume il ruolo di regista basso. Dopo aver giocato in difesa con l’Olanda, il tecnico olandese, Spalletti lo descrive come un giocatore dotato di “occhiali tridimensionali”, capace di leggere le situazioni con rapidità e di dare ritmo al pallone. “È un mediano che può alternarsi tra la distribuzione di precisione e le corse per coprire spazi, simile a McKennie o Thuram”, ha aggiunto, specificando che la fiducia nel suo operato resta intatta.
Cagliari: il banco di prova in Sardegna
La partita contro il Cagliari rappresenta un banco di prova importante dopo la sconfitta-beffa di gennaio. Spalletti non ha celato la consapevolezza della difficoltà: “Il Cagliari gioca in casa, i loro giocatori vengono incoraggiati dalla folla, ma noi dobbiamo essere più intensi e vivi”. L’allenatore ha ricordato le “punte di perdita” subite contro il Sassuolo, ma anche le due vittorie non scontate che hanno seguito, sottolineando la **volontà di imparare** e di non ripetere gli errori.
Le assenze chiave
Nel giro di questi ultimi giorni la Juventus dovrà fare a meno di quattro titolari lunghi: Yildiz, Thuram, Locatelli e Grabara. Inoltre, Boga e Ekhator non saranno disponibili. L’unico rinforzo disponibile è Andrea Cambiaso che ha contribuito per soli 31 minuti nella prima parte della stagione, ma che Spalletti ha definito “pronto a dare il suo contributo”.
Con queste variabili, la partita di domani si preannuncia come una prova di carattere per la Juventus, che dovrà dimostrare che la sua “condanna a vincere” non è solo una frase di marketing, ma una reale capacità di reagire con determinazione e creatività tattica.



