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Primo convoglio a idrogeno per scartamento ridotto: la Sardegna avvia la rivoluzione green

A Erlen è stato svelato il primo treno a idrogeno pensato per linee a scartamento ridotto: il veicolo, destinato alle tratte ARST, rientra in un accordo con Stadler e apre la strada a test, certificazioni ANSFISA e rifornimento con idrogeno verde prodotto a Mandas, Macomer e Alghero

Primo convoglio a idrogeno per scartamento ridotto: la Sardegna avvia la rivoluzione green

ARST e Stadler hanno presentato nel centro di collaudo di Erlen, in Svizzera, il primo treno a idrogeno progettato per le reti a scartamento ridotto della Sardegna. La cerimonia ha visto la partecipazione dell’assessora regionale dei Trasporti Barbara Manca e ha segnato l’avvio della fase di test e omologazione prima dell’esercizio commerciale sulle linee dell’isola.

L’iniziativa è rilevante per la decarbonizzazione delle tratte non elettrificate e per l’adeguamento tecnologico del trasporto pubblico regionale. Il progetto abbina il nuovo convoglio a un’ecosistema energetico basato su idrogeno verde con impianti in realizzazione in Sardegna. Ultimo aggiornamento: 20 giugno 2026.

Dettagli del contratto ARST–Stadler e benefici ambientali

La fornitura rientra in un accordo tra ARST e Stadler avviato per introdurre dieci convogli a idrogeno, configurati come ordine iniziale di sei unità con opzione per ulteriori quattro. Questa formula è stata definita per garantire flessibilità, permettendo di modulare la flotta in base ai risultati dei test e alle esigenze operative. Le stime della Regione indicano un risparmio annuo di oltre 2.100 tonnellate di CO₂ rispetto a convogli diesel equivalenti, un tassello chiave nella strategia di riduzione delle emissioni nel trasporto ferroviario regionale.

Nel presentare il progetto, l’assessora Barbara Manca ha dichiarato: “Con la presentazione del primo treno a idrogeno dedicato alle ferrovie a scartamento ridotto, la Sardegna si conferma pioniera dell’innovazione tecnologica applicata ai trasporti”. E ha aggiunto: “La sfida della transizione ecologica non si vince soltanto sostituendo i mezzi, ma costruendo un intero ecosistema innovativo fatto di infrastrutture, produzione energetica e nuove competenze”.

Prove, omologazione AMIS e rifornimento con idrogeno verde

Dopo la presentazione, il convoglio affronta i collaudi iniziali sul circuito sperimentale Stadler di Hemishofen, in Svizzera, per poi essere trasferito in Sardegna ai fini dell’Autorizzazione di Messa in Servizio (AMIS) rilasciata da ANSFISA. L’iter prevede test di compatibilità con l’infrastruttura a scartamento 950 mm, con i sistemi di segnalamento e con le procedure di esercizio passeggeri. Le attività includono verifiche dinamiche, controlli dei sistemi di sicurezza e prove su capacità di rifornimento e autonomia in tratte non elettrificate.

Per assicurare la sostenibilità operativa, il rifornimento avverrà con idrogeno verde prodotto in nuovi poli energetici in fase di realizzazione a MandasMacomer e Alghero. Questi impianti, parte integrante dell’ecosistema del progetto, sono stati pianificati per supportare la flotta su più linee, riducendo le distanze logistiche e integrando produzione, stoccaggio e distribuzione. L’obiettivo è garantire continuità di servizio e riduzione delle emissioni dell’intero ciclo, dalla produzione all’impiego a bordo.

Linee interessate e dotazioni a bordo dei convogli HMU

I convogli sono destinati alle principali tratte a scartamento ridotto gestite da ARST, con priorità alle relazioni Alghero–AeroportoCagliari–Mandas e Nuoro–Macomer. La configurazione del materiale rotabile è stata calibrata sulle specificità di linea, incluse pendenze, raggi di curvatura e caratteristiche dei fabbricati viaggiatori. L’adattamento è parte centrale del piano prove, che deve confermare prestazioni, accessibilità e regolarità degli orari in esercizio reale.

Dal punto di vista tecnico, l’Hydrogen Multiple Unit (HMU) è lungo circa 50 metri, con scartamento 950 mm e velocità massima di 100 km/h. L’architettura prevede due carrozze passeggeri e un Power Pack centrale con serbatoi di idrogeno e celle a combustibile la potenza alle ruote è di circa 800 kW, con capacità complessiva intorno a 170 passeggeri. A bordo sono presenti SCMT climatizzazione, prese elettriche e USB, Wi-Fi, illuminazione a LED e sistemi di informazione ai viaggiatori, oltre a accessi a pianale ribassato pedane estraibili e spazi dedicati a persone a mobilità ridotta, biciclette e passeggini.

La sequenza operativa prosegue con i test di endurance e il trasferimento in Sardegna per le prove locali, funzionali al rilascio dell’AMIS e all’entrata in servizio commerciale. La componente logistica del rifornimento è stata integrata sin dalla fase di progettazione, in modo da coordinare l’attivazione dei poli di Mandas, Macomer e Alghero con la consegna dei convogli. L’approccio mira a garantire disponibilità del combustibile, tempi di rifornimento compatibili con il servizio e sicurezza nelle operazioni di terra.

La Regione ha ribadito l’obiettivo di trasformare un vincolo infrastrutturale in un’opportunità di sviluppo, in coerenza con le linee guida di decarbonizzazione del trasporto pubblico locale. Come sintetizzato dall’assessora Manca, si tratta di “una novità assoluta nel panorama ferroviario mondiale”, con potenziale replicabilità su altre reti a scartamento ridotto. Le prossime fasi includono l’analisi dei risultati di prova e l’eventuale esercizio dell’opzione per portare a dieci le unità in flotta.

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