12 Giugno 2026 ☀ 28°

Rogo al portone della moschea di Cagliari: residenti domano le fiamme

Un incendio doloso ha colpito le fioriere e il portone di una moschea nel quartiere Marina di Cagliari; i vicini hanno spento le fiamme e le autorità locali e nazionali hanno espresso condanna.

Rogo al portone della moschea di Cagliari: residenti domano le fiamme

Nel cuore del quartiere Marina di Cagliari, un rogo ha interessato la porzione esterna di un luogo di culto situato in via del Collegio. Alcuni contenitori in plastica utilizzati come fioriere sono stati dati alle fiamme, la facciata e i portoncini d’ingresso si sono anneriti e lo spazio di preghiera adiacente è rimasto coinvolto nelle fiamme nella fase iniziale dell’incendio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i vigili del fuocoche hanno avviato i rilievi tecnici e le indagini.

La dinamica e gli elementi osservati sul luogo lasciano aperta l’ipotesi di un atto doloso: sono stati infatti rilevati segni compatibili con l’uso di un liquido infiammabile per innescare il rogo. Non risultano al momento persone iscritte nel registro degli indagati né rivendicazioni pubbliche; gli investigatori stanno verificando anche la presenza di telecamere nella zona che potrebbero avere ripreso le fasi dell’accaduto.

Intervento dei residenti e primo soccorso

Prima dell’arrivo dei mezzi di soccorso, sono stati proprio i cittadini del quartiere a fare la differenza: svegliati dal fumo e dai rumori notturni, diversi abitanti si sono mobilitati e con materiali di fortuna hanno spento il principio di incendio, evitando così che le fiamme si propagassero alle scale interne dello stabile e causassero danni più gravi agli appartamenti. Questo episodio mette in luce il ruolo attivo della comunità locale nel proteggere gli spazi condivisi e la rapidità delle azioni spontanee in situazioni di emergenza.

Danni materiali e valutazioni tecniche

Le fiamme hanno annerito le superfici esterne e distrutto alcune fioriere in plastica collocate davanti ai portoni di negozi e abitazioni. I vigili del fuoco hanno comunque escluso per ora danni strutturali gravi agli stabili; resta l’esigenza di una verifica puntuale per accertare l’entità degli interventi di ripristino necessari per la porta d’ingresso del luogo di culto e i vani scala adiacenti. Il sequestro dell’area effettuato dai carabinieri servirà a raccogliere elementi utili all’indagine.

Reazioni istituzionali e della comunità islamica

L’episodio ha suscitato reazioni immediate da parte delle autorità locali: la presidente della Regione e il presidente del Consiglio regionale hanno espresso una ferma condanna dell’accaduto, così come il sindaco della città. Anche l’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia ha definito il gesto un attacco non solo a un edificio ma a un’intera comunità, richiamando la necessità di contrastare con serietà ogni forma di odio religioso. Il presidente dell’associazione ha sottolineato che episodi simili non vanno considerati isolati e che occorre una risposta istituzionale coordinata per prevenire escalation.

L’imam che guida la comunità religiosa del luogo ha ricordato che la presenza del centro di preghiera nel quartiere è pluridecennale e che mai prima d’ora si erano verificati episodi di questo tipo. Ha inoltre ringraziato i vicini che hanno prestato aiuto nella fase dell’emergenza e nella pulizia successiva, sottolineando il valore della convivenza quotidiana e dell’aiuto reciproco tra residenti.

Segnale per la convivenza nel rione Stampace

Il quartiere di Stampace e la vicina Marina sono spesso citati per la loro vivacità sociale e per la convivenza tra realtà diverse; per questo motivo l’accaduto ha provocato stupore tra gli abitanti, che in serata hanno organizzato un presidio in segno di solidarietà con la comunità colpita. L’evento ha riaperto il dibattito su come prevenire episodi di vandalismo e di odio, richiamando l’attenzione sulle misure di sicurezza urbana e sulla necessità di una cultura civica che respinga ogni forma di discriminazione.

Le forze dell’ordine proseguono le indagini per ricostruire con precisione le fasi dell’accaduto e identificare eventuali responsabili. Nel frattempo, la comunità locale continua a mobilitarsi per ripristinare l’ingresso del luogo di culto e per ribadire la propria presenza nel tessuto cittadino, con la speranza che gesti simili non si ripetano.

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