In un mare sempre più minacciato dall’inquinamento, la storia di Henrietta ci ricorda l’importanza di proteggere la nostra fauna marina. Questa splendida femmina di tartaruga marina Caretta caretta di circa 35 anni, è diventata un simbolo della lotta contro la plastica nei nostri mari.
Tutto è iniziato all’inizio di maggio, quando Henrietta è stata catturata accidentalmente dalle reti di Mario, un pescatore professionista di Capo di Pula. Mario ha immediatamente avvisato gli operatori del Crtm Laguna di Nora che hanno preso in cura la tartaruga. Fortunatamente, la cattura non ha causato ferite, ma è stato durante il periodo di osservazione che è emerso il vero pericolo.
La scoperta drammatica: la plastica nell’intestino di Henrietta
Dopo solo cinque giorni dal suo ingresso nelle vasche di ricovero, Henrietta ha iniziato a espellere una quantità impressionante di materiale plastico accumulato durante i suoi viaggi nei mari. La plastica ingerita non è solo un ostacolo fisico, ma una vera e propria condanna biologica per queste creature marine.
I biologi del Centro di Recupero spiegano che la presenza di plastica nell’intestino altera la flora batterica, indebolendo il sistema immunitario. Inoltre, crea un falso senso di sazietà, fa aumentare il gas intestinale, portando l’animale a galleggiare, e provoca avvelenamento da tossine chimiche. Questo galleggiamento forzato impedisce alle tartarughe di immergersi per nutrirsi, esponendole a una lenta morte per fame o rendendole facili vittime di collisioni con le imbarcazioni.
Le cure e la guarigione di Henrietta
Per Henrietta, però, la storia ha un lieto fine. Grazie alle cure costanti e attente dello staff della Laguna di Nora, il peggio è ormai alle spalle. “Henrietta ora sta bene, il suo intestino è pulito e il suo sistema immunitario è tornato nella norma, e presto vi daremo notizia della sua liberazione”, hanno dichiarato i biologi del centro.
Presto, Henrietta potrà riprendere la sua via nel mare aperto, libera dal peso dei rifiuti umani. Il Centro di Nora coglie l’occasione per ricordare l’importanza della collaborazione di tutti i cittadini e dei lavoratori del mare. In caso di avvistamento di tartarughe marine in difficoltà, è fondamentale allertare immediatamente le autorità competenti contattando i numeri di emergenza gratuiti 1515 (Corpo Forestale) o 1530 (Guardia Costiera).
La caccia ai piromani seriali nel cagliaritano
Mentre Henrietta lotta per la sua vita, un’altra battaglia si sta combattendo in Sardegna: quella contro i piromani seriali. Un’azione coordinata del Nucleo Investigativo del Corpo Forestale coordinata dalla Procura della Repubblica di Cagliari ha portato alla luce una serie di roghi che hanno devastato il territorio.
Le indagini hanno portato all’obbligo di dimora per due cittadini residenti a Nurri, accusati di aver appiccato un incendio il 19 luglio 2026 in agro di Villamar. Secondo le ricostruzioni degli investigatori, i due si sarebbero fermati lungo la strada per dare fuoco alla vegetazione della cunetta stradale, mandando in fumo circa 4.000 metri quadrati di terreno prima dell’intervento delle squadre antincendio.
Le indagini non si sono fermate a questo singolo episodio. Gli inquirenti hanno esteso le verifiche a una fitta scia di roghi divampati tra il 2026 e il 2026 nei territori di Nurri e Orroli. Nel mirino della Procura sono finiti altri due sospettati, anch’essi residenti a Nurri, portando così a quattro il numero totale dei soggetti coinvolti.
Il sequestro dell’auto del presunto colpevole
A confermare la gravità del quadro indiziario è stato il materiale rinvenuto durante le perquisizioni domiciliari e personali. Gli agenti del Corpo Forestale hanno sequestrato ordigni incendiari artigianali a tempo, già confezionati e pronti per essere utilizzati, insieme a diverso materiale ritenuto estremamente utile per il prosieguo delle indagini.
Parallelamente, si registrano importanti novità anche su un altro fronte investigativo. Per l’uomo arrestato in flagranza lo scorso 15 giugno con l’accusa di aver appiccato un incendio boschivo a Villasor, il Giudice ha disposto il sequestro finalizzato alla confisca dell’automobile di sua proprietà. La difesa dell’imputato ha avanzato richiesta di rito abbreviato e l’udienza è stata fissata per il prossimo 7 ottobre.
I risultati di queste operazioni evidenziano come il ruolo del Corpo Forestale vada ben oltre lo spegnimento delle fiamme sul campo. Gli investigatori si concentrano in modo particolare sullo studio degli incendiari seriali che agiscono lungo gli assi viari principali, sfruttando la facilità di accesso e la rapidità di fuga garantite dalle strade.



