26 ottobre 2026 🌤 22°

Sardegna Pride a Cagliari: 35mila in piazza per la forza del disordine

A Cagliari il Sardegna Pride 2026 ha raccolto 35mila persone per una parata di circa sei chilometri dal Parco della Musica a piazza Yenne e ritorno. In prima fila istituzioni, omaggi a Mirko Moriconi e Kety Andreoni e dediche ad Anna Corona di AGedOCagliari.

Sardegna Pride a Cagliari: 35mila in piazza per la forza del disordine

Il Sardegna Pride 2026 ha trasformato le vie di Cagliari in una lunga manifestazione di visibilità e richiesta di diritti: secondo gli organizzatori, alla parata hanno partecipato circa 35mila persone provenienti da tutta l’isola. La mobilitazione è partita dal Parco della Musica alle 17 e, dopo un percorso che ha superato i sei chilometri ha fatto ritorno al punto di partenza intorno alle 21.30. L’edizione è stata caratterizzata dal messaggio scelto dagli organizzatori, La forza del disordine e da omaggi a due vittime recenti di omofobia, Mirko Moriconi e Kety Andreoni oltre alla dedica ad Anna Corona storica attivista e fondatrice di AGedOCagliari.

Percorso, logistica e simboli lungo le vie cittadine

La manifestazione ha seguito un tracciato che ha valorizzato alcune delle arterie più rappresentative della città: dopo la lettura del documento politico del coordinamento la parata ha attraversato via Bacareddavia Sonninovia XX Settembre e via Roma è transitata per Largo Carlo Felice e Piazza Yenne quindi ha ripreso il percorso fino a fare ritorno al Parco della Musica. Lungo il tragitto gli organizzatori hanno predisposto fontanelle punti di ristoro, aree di sosta e servizi accessibili per favorire la partecipazione: questi accorgimenti sono stati pensati per rendere la parata inclusiva e sostenere la presenza di famiglie, associazioni e singoli partecipanti.

Il ritorno in via Roma e il valore simbolico

Il passaggio in via Roma una delle arterie più frequentate e simboliche, è stato accolto come un segnale di visibilità forte: riportare il Pride in quest’area significava riaffermare la presenza pubblica di chi rivendica diritti e riconoscimento. I carri, il trenino e la marcia a piedi hanno alternato momenti di festa a fermi commemorativi, con cartelloni e striscioni che mescolavano richieste politiche e ricordi dedicati alle vittime di atti di odio.

Presenze istituzionali, dichiarazioni e sottolineature politiche

Alla parata hanno partecipato rappresentanti istituzionali locali: in prima fila il sindaco Massimo Zedda che ha ricordato come «Un diritto in più non ha mai fatto male a nessuno» e ha sottolineato che i diritti hanno sempre trovato casa nella sua amministrazione, richiamando provvedimenti comunali a sostegno delle coppie e dei figli omogenitoriali e iniziative contro l’omofobia. Il presidente del Consiglio regionalePiero Comandini ha ricordato le discriminazioni ancora presenti «nella scuola, nello sport, nel mondo del lavoro» e ha affermato che «questa comunità chiede soltanto il diritto di amare»; ha inoltre richiamato l’impegno dell’Assemblea politica che «abbiamo dall’inizio patrocinato il Pride».

L’assenza della presidente della Regione e il messaggio social

La presidente della Regione, Alessandra Zedda non era presente fisicamente: tramite i social ha spiegato «Sono fuori sede per motivi istituzionali» ma ha voluto esprimere vicinanza alla piazza con un messaggio che richiamava il dolore per la morte di Mirko e la necessità di non lasciare solitudine attorno a chi viene respinto per la propria identità. Il suo intervento ha ribadito l’auspicio di una Sardegna in cui «nessuno debba più temere la propria identità, il proprio amore, la propria libertà» e ha concluso con un augurio: «Buon Pride, Cagliari».

La giornata del Pride ha alternato momenti di festa e riflessione: i partecipanti hanno esposto cartelloni per i diritti Lgbtqia+ ma anche messaggi commemorativi per Mirko Moriconi e Kety Andreoni, ultime vittime di atti omofobici citate dagli organizzatori. La dedica dell’edizione ad Anna Corona ha sottolineato il legame con la storia dell’attivismo locale e il ruolo di AGedOCagliari nel costruire spazi di confronto e tutela. Tra musica, slogan e presidii, il corteo ha ribadito richieste concrete di riconoscimento e protezione per chi vive discriminazioni quotidiane.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app