La Sardegna sta vivendo un’estate bollente senza precedenti. Le temperature hanno raggiunto livelli record, con picchi che hanno superato i 40 gradi e notti tropicali che non danno tregua agli abitanti dell’isola. Questo fenomeno, che ha colpito l’intera regione, ha portato con sé conseguenze significative per la popolazione e l’ambiente.
Il climatologo Matteo Tidili ha evidenziato che il mese di luglio 2026 è stato il più caldo mai registrato nella storia della stazione meteorologica di Cagliari-Elmas con una temperatura media mensile di 29,2 gradi. Questo dato supera di gran lunga i precedenti record, come i 28,8 gradi del 2003 e i 28,7 gradi del 2026.
Temperature record e notti tropicali
Le temperature massime hanno raggiunto una media mensile di 35,7 gradi un valore che rappresenta il picco più elevato della serie storica. Questo dato è 4,1 gradi superiore alla media climatologica del periodo 1991-2026. Inoltre, sono state registrate quattro giornate con massime pari o superiori ai 40 gradi un fenomeno mai osservato prima in così breve tempo.
Un altro fenomeno allarmante è quello delle notti tropicali in cui la temperatura non scende sotto i 20 gradi. Dall’inizio della stagione, se ne contano già 38 a fronte di una media annuale di circa 49 nel periodo 1991-2026 e di appena 27 nel periodo 1951-1980. Questo valore è stato già ampiamente superato, e considerando che mancano ancora agosto, settembre e occasionalmente anche ottobre è molto probabile che il bilancio finale del 2026 risulti superiore anche alla climatologia più recente.
L’afa non dà tregua
L’afa non sembra voler lasciare l’isola e la Protezione civile ha emesso un bollettino per temperature molto alte fino alle 20 di lunedì. Secondo Tidili, la Sardegna resterà per buona parte della prossima settimana sotto l’influenza del promontorio subtropicale nordafricano con afflusso di aria calda verso il Mediterraneo centrale e temperature generalmente superiori alle medie.
L’Italia è entrata nella quarta ondata di caldo dell’estate 2026. Le temperature raggiungeranno il loro picco giovedì 30 luglio, quando tra le 27 città monitorateCampobasso, Perugia e Chieti saranno segnate con il bollino rosso del Ministero della Salute, che indica il livello 3, con rischi per la salute della popolazione generale. Saliranno a 16 le città in arancione, con rischi per la salute della popolazione più fragile.
Le città più colpite
Le città più colpite saranno Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Pescara, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo. Le altre città monitorate saranno tutte in bollino giallo, che segna il livello 1 di pre-allerta. Le temperature saranno fino a 7 gradi superiori alla media, con picchi locali di 40-41°C soprattutto al centro-nord e zero termico a 5000 metri sulle Alpi.
Entro la fine della settimana si prevedono 41°C a Firenze e Terni40°C ad Alessandria, Asti, Benevento, Cremona, Ferrara, Lodi, Mantova, Modena, Parma, Piacenza, Prato e Reggio Emilia39-40°C a Roma38-39°C a Milano. Alle giornate roventi si sommeranno anche le cosiddette notti tropicali in cui le temperature rimarranno sopra i 25 gradi.
Le previsioni per i prossimi giorni
L’anticiclone di origine subtropicale investirà in pieno l’Italia, come durante la terza ondata di calore. Il caldo andrà avanti almeno fino al 10 agosto con gli ultimi temporali tra oggi e domani in Sicilia e qualche acquazzone sulle Alpi orientali e pianure adiacenti.
Con la quarta ondata, anche l’estate 2026 supera la media degli anni precedenti. Secondo il fisico dell’atmosfera Lorenzo Giovannini si sono susseguite quasi senza interruzioni, gli intermezzi sono stati brevissimi. Dal punto di vista meteorologico sono stati movimenti d’aria distinti, ma gli intervalli di tempo così ravvicinati la rendono quasi un’unica grande ondata di calore.
Questa potrebbe non essere l’ultima ondata: secondo Giovannini non è possibile fare previsioni attendibili a lungo termine, ma queste temperature potrebbero andare avanti anche per tutto il mese di agosto. Ciò che possiamo dire al momento è che l’area di alta pressione rimarrà ben salda sicuramente fino alla fine della prossima settimana. Oltre quel momento, per ora, non possiamo sapere come evolverà la situazione, e quindi non possiamo dire quando la nuova ondata arriverà al termine.
Quel che è certo è che l’innalzamento delle temperature interesserà delle aree già messe in ginocchio dalle ondate precedenti, come Francia e Spagna dove oltre 325mila persone sono state evacuate per i vasti incendi causati dal caldo e dal vento. Arrivando già da oltre un mese di temperature molto elevate, gli effetti sul territorio rischiano di essere pesanti: in particolare sulla vegetazione, sulle risorse idriche, e sulla popolazione stessa.



