Un incontro pubblico a Sa Manifattura, Cagliari ha focalizzato l’attenzione sul progetto candidato a sorgere nel Nuorese e sulle conseguenze che la sua realizzazione potrebbe avere per la Sardegna e per il contesto europeo. La conferenza, intitolata Einstein Telescope: scienza, territorio e sovranità strategica europea ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, ricercatori e manager legati al progetto.
Nel corso dei dibattiti è stata ribadita la convinzione che l’installazione dell’Einstein Telescope non sia solo un investimento in ricerca, ma un fattore in grado di attivare trasformazioni durevoli sul piano socio-economico dell’isola e dei territori limitrofi. La discussione ha toccato aspetti tecnici, ricadute occupazionali e i rapporti di cooperazione internazionale necessari a sostenere una candidatura competitiva.
Il ruolo politico e il sostegno regionale alla candidatura
La presidente della Regione, Alessandra Todde ha rilanciato il sostegno istituzionale alla candidatura di Sos Enattos richiamando l’esperienza di altre grandi infrastrutture europee: «L’Einstein Telescope è un’infrastruttura strategica europea», ha detto, sottolineando come in Italia il caso del Gran Sasso e, in Svizzera, il Cern di Ginevra offrano esempi concreti delle ricadute positive che tali investimenti possono generare sui territori.
Todde ha anche insistito sul valore della proposta come strumento di coesione territoriale: investire in ricerca significa, nella sua visione, dare ai cittadini la possibilità di restare e svilupparsi nelle proprie regioni. Ha ricordato inoltre l’accordo siglato a gennaio tra la Regione Sardegna e il land della Sassonia per sostenere una candidatura congiunta nella configurazione definita «a doppia L», evidenziando come «Sono due regioni che condividono molto» sul piano geologico e industriale.
La prospettiva geopolitica e strategica
Nel suo intervento la presidente ha rimarcato la dimensione europea e di sovranità scientifica del progetto: rafforzare la presenza della Sardegna nella rete delle grandi infrastrutture research-driven è, secondo lei, una strategia per contrastare la marginalità delle aree periferiche e per partecipare pienamente alle politiche promosse dall’Unione Europea.
Aspetti scientifici e progettuali illustrati dai protagonisti
Il convegno ha ospitato contributi tecnici e scientifici: il responsabile scientifico di ET ItaliaDomenico D’Urso e il ricercatore dell’INFN Andrea Contu hanno approfondito gli obiettivi dell’infrastruttura dedicata allo studio delle onde gravitazionali, mentre Monique Bossi project manager del progetto Etic ha posto l’accento sulla dimensione europea dell’iniziativa.
Il responsabile unico del procedimentoGaetano Schillaci ha presentato il progetto preliminare dell’Einstein Telescope e del cantiere del SunLab illustrando gli aspetti tecnici e logistici che caratterizzano la fase preparatoria di una simile infrastruttura. Gli interventi hanno messo in evidenza come il progetto combini esigenze scientifiche avanzate con elementi di sviluppo locale.
Partecipazione politica e locale
All’incontro hanno preso parte anche europarlamentari e rappresentanti regionali, insieme all’assessora regionale del Lavoro Desirè Manca e al segretario regionale di Sinistra Italiana Eugenio Lai. Tra i presenti figurano inoltre parlamentari europei che hanno contribuito al dibattito politico sulla candidatura.
Per la dimensione territoriale, il sindaco di Nuoro, Emiliano Fenu ha sottolineato che «Il solo fatto di essere candidati» ha già prodotto effetti sul tessuto economico e sociale locale: tra le azioni concrete citate vi è l’insediamento della prima sede sarda dell’INGV e interventi di recupero di edifici destinati ad accogliere studenti e ricercatori internazionali.
Ricadute previste e confronto con esperienze europee
I relatori hanno evidenziato come la presenza di un’infrastruttura come l’Einstein Telescope possa ampliare l’offerta scientifica regionale, attrarre competenze e generare indotto economico. Il paragone con il Gran Sasso e il Cern di Ginevra è servito a mettere in luce sia le trasformazioni urbanistiche e occupazionali sia l’effetto sulla reputazione scientifica del territorio ospitante.
Nel dibattito è emersa l’idea che l’Einstein Telescope, insieme alla partnership con la Sassonia, potrebbe rappresentare un modello di collaborazione transnazionale capace di combinare patrimonio geologico, esperienze minerarie e visione industriale orientata alla ricerca tecnologica.
La conferenza a Sa Manifattura ha



