Nei giorni precedenti alla riunione ufficiale del Comitato di monitoraggio, fissata per il 28 maggio 2026, la Regione ha raccolto una serie di proteste formali che hanno acceso i riflettori sulla gestione dei collegamenti aerei in regime di continuità territoriale. I disagi segnalati riguardano soprattutto ritardi, cancellazioni e difficoltà nella gestione delle riprotezioni, eventi che hanno messo in crisi la capacità dei viaggiatori di programmare spostamenti fondamentali per lavoro e famiglia.
Le lamentele giunte all’Ufficio Relazioni con il Pubblico non sono rimaste isolate: l’assessorato ai Trasporti ha messo a confronto i reclami con i dati operativi raccolti sugli scali di Cagliari-Elmas, Olbia Costa Smeralda e Alghero-Fertilia. Da questo quadro è derivata la scelta di convocare Aeroitalia, vettore che gestisce la maggior parte delle rotte agevolate verso Roma e Milano, per ottenere chiarimenti e misure correttive.
Motivi della convocazione
Il primo oggetto del confronto sarà la verifica del rispetto degli obblighi contrattuali legati agli oneri di servizio pubblico. La continuità territoriale è stata definita dall’assessorato come un servizio pubblico essenziale, non un semplice volo commerciale: dunque la puntualità, la frequenza e le soluzioni alternative in caso di guasti diventano parametri imprescindibili. L’accumulo di segnalazioni ha indotto la Regione a chiedere a Aeroitalia una spiegazione sulle cause dei disservizi e su quale piano operativo intenda adottare per ridurne l’impatto.
Segnalazioni e dati monitorati
Gli uffici regionali hanno incrociato centinaia di reclami con i report operativi e hanno riscontrato un aumento di eventi anomali in alcune fasce orarie, con picchi nelle prime ore del mattino e nelle tratte serali. Le testimonianze raccolte all’URP evidenziano casi di perdita di coincidenze, ritardi non comunicati tempestivamente e procedure di assistenza ai passeggeri spesso insufficienti. La Regione intende dunque valutare se le anomalie siano episodiche o segnalino problemi strutturali legati alla programmazione della flotta e alla gestione delle emergenze.
Le richieste formali della Regione
In campo amministrativo la posizione della giunta è netta: l’assessora Barbara Manca ha ricordato che la continuità non può essere trattata come un’operazione di mercato qualunque. Per questo motivo il Comitato chiederà a Aeroitalia la presentazione di un piano di rimedio con tempi certi, indicatori di performance e garanzie operative concrete, inclusa la disponibilità di aeromobili sostitutivi e procedure di assistenza ai viaggiatori. Saranno esaminate anche le eventuali sanzioni previste dal capitolato se non si riscontreranno miglioramenti rapidi.
Impegni attesi dal vettore
La Regione richiederà documenti che spieghino le ragioni tecniche delle cancellazioni e dei ritardi, come la gestione della flotta, la programmazione del personale e le scelte di capacity management. Oltre alle spiegazioni, sarà richiesta una roadmap operativa da attuare in poche settimane per recuperare la regolarità del servizio. L’obiettivo è garantire la certezza degli spostamenti per i residenti e le categorie equiparate, principio su cui si basa l’intero impianto della continuità territoriale.
Impatto sui passeggeri e possibili scenari
Se i problemi si confermassero come episodici, la Regione potrebbe limitarsi a un richiamo e a un piano di monitoraggio rafforzato. Diversamente, in caso di criticità persistenti, sono ipotizzabili misure più severe, incluse penali previste dal contratto o l’adozione di correttivi sulla programmazione delle rotte. Qualunque sia l’esito, a pagare il conto più immediato sono i passeggeri, che subiscono perdita di tempo, costi aggiuntivi e incertezza. Per questo motivo la priorità indicata dall’assessorato resta il ripristino rapido della qualità del servizio.
La riunione del Comitato di monitoraggio del 28 maggio 2026 rappresenta quindi un passaggio cruciale per misurare la capacità di Aeroitalia di mantenere gli standard attesi. La Regione mantiene alta la soglia di vigilanza e ha annunciato che continuerà a monitorare con attenzione gli sviluppi per tutelare il diritto alla mobilità dei sardi e la sostenibilità del sistema dei collegamenti.