La Sardegna si trova di fronte a una sfida cruciale per il suo tessuto economico: i costi elevati del trasporto merci stanno mettendo a dura prova la competitività delle imprese locali. La Regione ha recentemente annunciato uno stanziamento di 30 milioni di euro per mitigare gli impatti di questi costi, ma le associazioni di categoria insistono sulla necessità di soluzioni strutturali.
Il conflitto in Medio Oriente ha aggravato la situazione, aumentando i prezzi dei carburanti e rendendo ancora più urgente un intervento concreto. Le imprese sarde, in particolare nei settori agroalimentarelapideomanifatturiero e trasportistanno affrontando un aumento dei costi che supera il 45%con un impatto stimato di oltre 150 milioni di euro solo nel 2026.
Confindustria Sardegna: un passo avanti, ma non sufficiente
Confindustria Sardegna ha accolto con favore l’iniziativa della Regione, definendola un passo importante per affrontare l’emergenza. Tuttavia, il direttore Andrea Porcu ha sottolineato la necessità di un strumento strutturale a lungo termine. “Le imprese sarde non possono più sostenere costi del trasporto superiori rispetto ai concorrenti del resto d’Italia e d’Europa”, ha dichiarato Porcu.
L’organizzazione degli industriali ha evidenziato come i rincari tradizionali si siano sommati a quelli derivanti dall’aumento dei prezzi dei carburanti, rendendo la situazione insostenibile per molte aziende. “In attesa di leggere l’articolazione del preannunciato provvedimento, l’iniziativa della Regione Sardegna sembra in linea con quanto le nostre imprese segnalano da mesi”, ha aggiunto Porcu.
Confcommercio: soddisfazione per il bando alle PMI
Non solo il trasporto merci: la Regione Sardegna ha stanziato ulteriori 12,047,684 euro a favore del Bando Aiuti alle PMI per la transizione digitale. Confcommercio ha espresso profonda soddisfazione per questa decisione, che risponde alle sollecitazioni dell’associazione.
Il bando, inizialmente dotato di 22,002,856 euroaveva registrato una domanda straordinaria, con 337 domande per un totale di 49,007,065.19 euro. La sospensione dei caricamenti e la limitazione dell’istruttoria alle prime 143 istanze avevano creato preoccupazione, ma l’intervento della Regione ha permesso di ampliare la platea delle imprese finanziabili.
“L’immediato stanziamento delle risorse residue della Priorità 2 da parte della Giunta dimostra una grande sensibilità verso il sistema economico isolano”, hanno dichiarato Salvatore Brichetto e Gianni Filippinovicepresidenti di Confcommercio Nord e Sud Sardegna. La digitalizzazione e la modernizzazione dei processi sono considerati pilastri fondamentali per la competitività del territorio sardo.
Costo del credito: la Sardegna al secondo posto in Italia
Un altro fronte critico per le imprese sarde è il costo del credito a breve termineche si attesta al 33% in più rispetto alla media nazionale. Secondo il Centro studi di Cna Sardegna, questo divario erode la competitività e scoraggia gli investimenti.
“Un’impresa sarda paga strutturalmente di più per finanziarsi non perché sia meno affidabile, ma perché opera in un contesto geograficamente svantaggiato”, ha spiegato il presidente Luigi Tomasi. Cna Sardegna chiede interventi immediati e strutturali, tra cui un fondo regionale di garanzia e uno sportello dedicato alle PMI.
Il volume complessivo dei prestiti alle imprese dell’isola ha toccato il minimo storico lo scorso anno, scendendo sotto i 7,5 miliardi di europer poi risalire a 7,75 miliardi a gennaio. Tuttavia, il divario rispetto alla media del 2026 rimane significativo, con le piccole e medie imprese che continuano a subire una contrazione senza sosta.
“Pagare il 33% in più per finanziarsi rispetto alla media nazionale è una distorsione di mercato che mina le fondamenta del sistema produttivo isolano”, ha aggiunto il direttore Francesco Porcu. Le prospettive non sono buone, con la riunione BCE dell’11 giugno che apre uno scenario di ulteriore incertezza.



