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Rinnovi farmaci per patologie croniche: l’interrogazione di Francesca Ghirra a Schillaci

La deputata Francesca Ghirra porta in Parlamento la protesta dei cittadini di Oristano: la legge di semplificazione del 2 dicembre 2026 prevede ricette fino a dodici mesi, ma senza il decreto attuativo la misura resta inapplicata, con code agli ambulatori e oneri amministrativi per medici e pazienti.

Rinnovi farmaci per patologie croniche: l’interrogazione di Francesca Ghirra a Schillaci

Un gruppo di cittadini di Oristano ha sollevato un problema che ha raggiunto il Parlamento: le difficoltà nel rinnovo delle prescrizioni per terapie croniche e la conseguente congestione degli sportelli locali. La deputata dei Progressisti Francesca Ghirra ha formalizzato una richiesta di chiarimenti al ministro della Salute Orazio Schillacisottolineando come l’assenza dei decreti attuativi impedisca l’applicazione pratica di una norma pensata per semplificare il percorso dei pazienti.

La questione coinvolge direttamente la Sardegnadove dall’area di Cagliari era già arrivata una comunicazione ai cittadini di Oristano che avevano inoltrato un’istanza. Quel riscontro spiegava che la legge di semplificazione era al centro di un tavolo tecnico avviato per snellire le procedure della medicina generale, ma rimaneva la barriera procedurale degli atti attuativi mancanti.

Contenuti della legge e ostacoli all’applicazione sul territorio

L’articolo 62 della legge del 2 n. 182, introduce la possibilità per il medico prescrittore di indicare nella ricetta dematerializzata la posologia e il numero di confezioni necessarie per un periodo fino a dodici mesi. L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre il numero di rinnovi periodici per terapie consolidate, ma la norma lega la sua efficacia all’adozione di un decreto attuativo che definisca criteri, modalità operative e procedure tecniche.

Secondo le organizzazioni professionali del settore, tale decreto avrebbe dovuto essere emanato entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge, avvenuta il 18 dicembre dello scorso anno. Tuttavia, a distanza di mesi, la misura non è ancora stata resa operativa in modo uniforme sul territorio nazionale, con il risultato che molti pazienti continuano a sostenere accessi ripetuti agli ambulatori e i medici affrontano un carico amministrativo elevato.

Impatto per anziani e pazienti cronici

La deputata Ghirra evidenzia che la disposizione mira a garantire una maggiore continuità terapeutica e ad alleggerire le incombenze burocratiche, in particolare per le persone anziane e per i pazienti affetti da patologie croniche o rare. La pratica delle ricette annuali sarebbe una misura importante per quei nuclei familiari che oggi affrontano spostamenti e code unicamente per il rinnovo di terapie già stabilizzate.

Interrogazione parlamentare e quesiti rivolti al ministero

Nell’atto indirizzato al ministro Orazio SchillaciFrancesca Ghirra chiede se il decreto attuativo previsto dal comma 4 dell’articolo 62 sia stato adottato e, in caso negativo, quali siano i tempi e le modalità previste per la sua approvazione e piena applicazione a livello nazionale. Tra le richieste figura anche una stima sul numero di pazienti cronici e con malattie rare che potrebbero beneficiare della misura.

Ghirra ricorda che “La semplificazione degli adempimenti amministrativi” è un obiettivo delle riforme in corso e del Piano nazionale di ripresa e resilienza, e avverte che il mancato completamento dell’iter rischia di privare milioni di pazienti dei vantaggi pensati dal legislatore, compromettendo la continuità assistenziale.

Altri aspetti previsti dalla norma

La legge contempla inoltre il ricorso a certificazioni telematiche o rilasciate tramite visite online per assenze per malattia o infortunio e per la richiesta di riconoscimento dell’invalidità, con trasmissione diretta all’Inps per avviare le procedure senza passaggi aggiuntivi. Sono previste anche prescrizioni immediate al momento della dimissione dal Pronto soccorso, utilizzabili senza una successiva richiesta al medico di famiglia o agli sportelli locali.

La deputata ha depositato l’interrogazione nei giorni precedenti e il tema è tornato al centro del dibattito pubblico il 16 giugno 2026quando la vicenda ha assunto connotati di urgenza politica per le difficoltà quotidiane segnalate dai cittadini di Oristano. La richiesta esplicita è che il Ministero indichi tempi certi e procedure per evitare disparità regionali nell’accesso a strumenti di semplificazione già previsti dalla legge.

Il nodo rimane quindi l’adozione del decreto attuativo: senza quel passaggio le norme restano teoriche e la gestione pratica delle terapie croniche continua a gravare su pazienti e medici, in particolare nelle realtà locali della Sardegna e altrove in Italia.

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