Il 22 maggio 2026 è stata ufficialmente inaugurata a Sassari la nuova bretella che mette in collegamento la provinciale 60, nota come Buddi Buddi, con la ex strada statale 131 all’altezza di Sant’Orsola. Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Giuseppe Mascia e l’assessore regionale ai Lavori pubblici Antonio Piu, che hanno proceduto al taglio del nastro in presenza di autorità civili, militari e religiose.
L’opera, frutto di una progettazione durata sedici anni e di circa tre anni effettivi di cantieri, è ora aperta e percorribile dagli automobilisti. Dopo lunghe fasi di contenzioso per espropri, varianti progettuali e ostacoli tecnici legati allo scavalco della ferrovia, il nuovo asse stradale promette di rimodellare la mobilità nell’area metropolitana di Sassari.
Caratteristiche tecniche del tracciato
La bretella ha un’estensione complessiva progettuale che, a seconda delle rilevazioni, si colloca nell’intorno del chilometro e include un elemento centrale: un viadotto di circa 300 metri che scavalca la vallata di Sant’Orsola, un corso d’acqua e la linea ferroviaria Cagliari – Porto Torres. La struttura è composta da dieci campate curve, pensate per coniugare funzionalità, sicurezza e inserimento paesaggistico, con accorgimenti tecnici volti a ridurre l’impatto visivo e acustico.
Il viadotto e le soluzioni ingegneristiche
Il cuore dell’intervento è il viadotto, realizzato dall’impresa appaltatrice SerLu Costruzioni srl di Cagliari. Per raggiungere le prestazioni richieste è stato necessario affrontare limiti stringenti imposti dalle ferrovie per il superamento della linea: le restrizioni sulla quota, le distanze di sicurezza e la necessità di ruotare il tracciato in curva hanno richiesto soluzioni strutturali e progettuali complesse, con un’attenzione particolare alla durabilità e alla manutenzione.
Impatto sulla mobilità e sul territorio
La nuova infrastruttura è pensata come un collegamento strategico tra la fascia costiera, la Romangia e l’Anglona verso le direttrici principali per Cagliari, Alghero e Ittiri. In pratica, la bretella consente di bypassare il centro urbano di Sassari, distribuendo diversamente i flussi veicolari e fungendo da una sorta di circonvallazione nord che alleggerisce i quartieri centrali.
Vantaggi concreti per cittadini e traffico
Per chi viaggia dalla costa o dall’entroterra verso Porto Torres o le direttrici verso ovest, il nuovo raccordo riduce tempi di percorrenza e congestione nel tessuto urbano. Gli effetti attesi includono una migliore distribuzione del traffico pesante, minore impatto sul centro città e potenziali benefici per la sicurezza stradale. Gli amministratori locali evidenziano inoltre un valore strategico per l’accessibilità alle località costiere e per la logistica regionale.
Iter amministrativo e quadro dei finanziamenti
L’iter dell’opera è stato lungo e articolato: la progettazione è iniziata sedici anni fa, il progetto esecutivo è stato approvato nel 2026 con un importo complessivo superiore ai 7,4 milioni di euro (di cui oltre 5 milioni destinati ai lavori), e successivamente è stato integrato con un finanziamento regionale aggiuntivo di 1,5 milioni di euro nel 2026. Fonti locali riportano una cifra complessiva attorno agli 8-8,5 milioni, considerando le risorse messe a disposizione dall’ex Provincia, ora Città Metropolitana, e dalla Regione.
Oltre agli aspetti economici, il percorso amministrativo ha richiesto la gestione di contenziosi per espropri e diverse variazioni progettuali. Superate queste difficoltà, l’opera è stata completata e inaugurata, con la benedizione dell’arcivescovo metropolita, monsignor Francesco Pietro Soddu, che ha partecipato alla cerimonia.
Con l’apertura della bretella di Sant’Orsola il territorio riceve un nuovo asse viario che unisce esigenze di mobilità, decoro paesaggistico e sicurezza infrastrutturale. Per residenti e pendolari si apre una fase in cui sarà possibile valutare nel concreto i benefici sulla circolazione, mentre gli enti locali monitoreranno il funzionamento dell’arteria e l’impatto sui quartieri periferici.