Il progetto In bonas manus è stato presentato ufficialmente e si propone come una risposta concreta alle esigenze di tutela delle persone più fragili e delle loro famiglie. Promosso dal Plus Area Ovest in collaborazione con la Cooperativa Sociale Adest, il programma combina un servizio di sportello e un percorso formativo per valorizzare la figura dell’amministratore di sostegno. L’iniziativa è stata illustrata pubblicamente il 22 maggio 2026 presso la sala conferenze della Fondazione di Sardegna a Cagliari, in un incontro che ha messo in luce sia gli aspetti operativi sia le opportunità professionali e di volontariato offerte dal progetto.
Il campo di azione di In bonas manus interessa un’area vasta e composita: il programma copre 16 amministrazioni comunali coordinate dal Plus Area Ovest. Tra i Comuni coinvolti figurano Assemini, Capoterra, Decimomannu, Decimoputzu, Domus de Maria, Elmas, Pula, San Sperate, Sarroch, Siliqua, Teulada, Uta, Vallermosa, Villa San Pietro, Villasor e Villaspeciosa. L’obiettivo territoriale è chiaro: fornire strumenti pratici e competenze su più fronti per migliorare la presa in carico, rafforzare la rete locale dei servizi e favorire un collegamento stabile tra istituzioni, famiglie e operatori del terzo settore.
Come funziona lo sportello
Al centro dell’offerta c’è un sportello dedicato che fornirà orientamento, consulenza e informazioni specialistiche con cadenza mensile. Il servizio, gratuito, sarà accessibile su appuntamento e prevede sia modalità in presenza sia collegamenti online per garantire flessibilità. Il team che gestirà lo sportello comprenderà esperti in ambito legale, contabile e sociale, pronti a rispondere ai dubbi pratici di chi cerca supporto per la nomina o la gestione dell’amministrazione di sostegno, per la tutela dei diritti o per la gestione quotidiana delle pratiche amministrative.
Accesso e modalità operative
Le persone fragili e i loro familiari potranno prenotare consulenze con cadenza mensile, scegliendo tra incontri in sede e appuntamenti virtuali: questa organizzazione mira a rimuovere barriere logistiche e a favorire l’inclusione. Lo sportello offrirà attività di orientamento mirate, informazioni su normative e procedure e consulenze personalizzate su aspetti economici e amministrativi. In questo contesto il ruolo dell’amministratore di sostegno viene presentato come un elemento di supporto che affianca la persona, tutelando la sua autonomia e rispettando le volontà e le aspirazioni del beneficiario, senza sostituirsi alla persona stessa.
Il corso di formazione per amministratori di sostegno
Parallelamente all’attività informativa, In bonas manus propone un corso di formazione strutturato per chi desidera diventare amministratore di sostegno o per chi vuole approfondire competenze utili nel campo dell’assistenza. Il percorso didattico coprirà temi fondamentali come la normativa vigente, il funzionamento pratico dell’istituto, gli obblighi e le responsabilità legali, la gestione economica dei patrimoni affidati e le dinamiche relazionali con i beneficiari e i servizi coinvolti. L’intento è fornire strumenti concreti e aggiornati per operare con responsabilità e professionalità.
Contenuti e approccio formativo
Il corso affronterà sia aspetti teorici sia casi pratici e simulazioni, con docenze rivolte da professionisti del settore e momenti di confronto con amministratori di sostegno esperti. Verranno trattate le procedure burocratiche, la rendicontazione economica e le modalità di collaborazione con servizi sociali e sanitari. Questo approccio integrato vuole rafforzare competenze tecniche e capacità relazionali, creando figure pronte a operare efficacemente sul territorio e a costruire relazioni di fiducia con le famiglie.
Obiettivi e impatto atteso
La finalità di In bonas manus è duplice: migliorare l’accesso alle informazioni e consolidare una rete territoriale che renda più efficace la presa in carico delle persone fragili. Attraverso un approccio integrato che coinvolge istituzioni, servizi sociali, famiglie e comunità, il progetto punta a rafforzare le competenze degli attori locali e a promuovere la cultura della tutela basata sul rispetto dell’autonomia e della volontà della persona. In prospettiva, questa iniziativa potrà generare benefici sia sul fronte dell’assistenza quotidiana sia in termini di crescita professionale per cittadini, caregiver, volontari e operatori del terzo settore.