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Conflitto legale a Orosei: la posizione del Comune e la replica dell’avvocato

A Orosei, la sindaca Elisa Farris respinge le accuse dell'avvocato Roberto Luche, che ha inviato una diffida al Comune. La disputa riguarda un vincolo urbanistico su un'area di Cala Liberotto.

Conflitto legale a Orosei: la posizione del Comune e la replica dell’avvocato

La disputa legale che da oltre vent’anni coinvolge il Comune di Orosei e l’avvocato Roberto Luche ha raggiunto un nuovo capitolo. La sindaca Elisa Farris ha risposto con fermezza alla diffida inviata dal legale, definendola “fuori contesto e priva di fondamento”.

La controversia riguarda un vincolo urbanistico su un’area di Cala Liberottoa Marzellinue ha visto coinvolti anche l’Agenzia delle Entrate e la Regione Sardegna. La vicenda ha radici profonde e ha attraversato diversi tribunali, culminando nella recente sentenza del Tribunale di Nuoro.

La posizione del Comune di Orosei

La sindaca Farris ha chiarito che la sentenza del Tribunale di Nuoro, depositata a febbraio 2026, non entra nel merito dell’accertamento del vincolo. Secondo l’amministrazione comunale, l’ostacolo cartolare può essere superato solo con una nuova ricognizione da parte della Regione Sardegna o da un pronunciamento del Commissario degli usi civici.

“Depennare il vincolo dai certificati di destinazione urbanistica (CDU), come intimato dal professionista, equivarrebbe a chiedere all’Ente di sottrarsi arbitrariamente agli obblighi di legge ed esporre i responsabili degli uffici a conseguenze legali di diversa natura”, ha dichiarato Farris. La sindaca ha sottolineato la necessità di “fare chiarezza su un argomento che troppo spesso diventa oggetto di strumentalizzazioni capaci solo di ingenerare confusione e alimentare tensione”.

La tesi dell’avvocato Luche

L’avvocato Roberto Luche ha una visione diametralmente opposta. Secondo il legale, la sentenza del Tribunale di Nuoro rappresenta “un punto di non ritorno”. Pur a fronte dell’assoluzione dell’ex direttore ad interim dell’ente previdenziale, Luche sottolinea che l’istruttoria dibattimentale ha cristallizzato una realtà documentale e testimoniale incontrovertibile.

Dai verbali d’udienza e dalle verifiche della stessa Agenzia delle Entrate emergerebbe che sul lotto di Marzellinu non sia mai stato formalmente imposto né trascritto alcun demanio civico. Luche addebita la situazione a un continuo “rimbalzo di responsabilità” tra gli uffici regionali e comunali, che avrebbero mantenuto in vita l’efficacia della determinazione del 2011.

La diffida ai vertici dello Stato

L’avvocato Luche ha notificato la diffida non solo alla giunta regionale guidata da Alessandra Todde e al Comune di Orosei, ma anche alle massime cariche istituzionali del Paese, tra cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il provvedimento, ora scaduto, intima l’annullamento con effetto retroattivo del provvedimento del 2011 e il rilascio immediato di certificazioni urbanistiche pulite.

Al centro della denuncia, Luche lamenta un calvario iniziato nel 2017 con il rientro forzato in Italia, che gli ha causato un severo stress psicologico, lesioni alla reputazione e la perdita di chance internazionali. Il risarcimento del danno richiesto è colossale: una cifra non inferiore all’intero ammontare dei fondi pubblici stanziati negli anni dalla Regione per i bandi e gli appalti di mappatura.

Ultimatum scaduto e prospettive future

Con la scadenza del termine di 15 giorni fissato nella diffida e il muro alzato dal Comune di Orosei, la vertenza si sposta ora sul piano della giustizia penale. Luche ha formalizzato l’intenzione di chiedere un’audizione urgente ai Procuratori capo di Cagliari e Nuoro, al Procuratore Generale presso la Corte d’Appello e al Procuratore Nazionale Antimafia Giovanni Melillo.

Il legale liquida come “velleità” prive di efficacia i recenti tentativi normativi e di mappatura concertati dalla Commissione Paritetica e dal Consiglio Regionale attraverso la risoluzione n. 5 del. Secondo Luche, l’unica via d’uscita legittima resta l’applicazione rigorosa dei documenti storici e l’impiego di periti dotati di comprovata competenza specialistica.

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