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Esame di Stato 2026: tutto ciò che cambia con la riforma Valditara

La maturità 2026 introduce importanti novità con la riforma Valditara. Scopri come cambiano l'orale e i consigli per affrontarlo al meglio.

Esame di Stato 2026: tutto ciò che cambia con la riforma Valditara

La maturità 2026 è alle porte e porta con sé una serie di novità significative introdotte dalla riforma del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Gli studenti sardi, circa 12 mila, sono tra i primi a dover affrontare le nuove prove, con gli orali che inizieranno dal 23 giugno. Ma cosa cambia rispetto agli anni precedenti?

La riforma Valditara ha modificato soprattutto la struttura dell’orale, rendendolo più rigoroso e focalizzato sulle competenze degli studenti. Non sarà più possibile rifiutare il colloquio anche con i crediti sufficienti, e chi decidesse di fare scena muta rischierebbe la bocciatura. Ma non è tutto: anche l’approccio iniziale del colloquio è cambiato.

Le novità dell’orale secondo Valditara e Giannelli

Il colloquio orale della maturità 2026 si aprirà con una riflessione personale del candidato sul proprio percorso di studi, supportata dal curriculum dello studente. Questo documento, che raccoglie le esperienze e le competenze acquisite, sarà fondamentale per introdurre il discorso. Successivamente, l’esame si concentrerà su quattro materie fisse, diverse per ciascun indirizzo, indicate dal ministero a fine gennaio.

Un altro cambiamento importante riguarda l’eliminazione dello spunto a sorpresa proposto dai docenti. Ora sarà il candidato a dover fare i collegamenti tra le discipline, senza che questi siano imposti. Questo approccio mira a valutare le capacità critiche e di sintesi degli studenti, piuttosto che la loro abilità mnemonica.

Le dichiarazioni di Antonello Giannelli

Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidiha espresso il suo parere sulle novità della riforma. Secondo Giannelli, l’eliminazione del documento iniziale è un passo positivo, in quanto riduce l’apprendimento mnemonico a favore di una valutazione più autentica delle competenze. Inoltre, ha sottolineato l’importanza dei percorsi di formazione scuola-lavoro, che permettono agli studenti di raccontare le proprie esperienze in modo critico e analitico.

Giannelli ha anche difeso le prove Invalsi, sottolineando che queste misurano alcune capacità degli studenti e possono essere utili per la politica scolastica. Tuttavia, ha chiarito che non devono essere considerate l’unico indicatore del valore di uno studente.

Consigli per affrontare l’orale

Per affrontare al meglio l’orale della maturità 2026, è fondamentale prepararsi con cura. Il sito consiglia di strutturare un discorso e provarlo a casa, verificando che rientri nei tempi previsti. Anche se non è richiesta una presentazione multimediale, aneddoti, oggetti evocativi e storie personali possono contribuire a rendere il colloquio più coinvolgente.

Un altro aspetto importante è la relazione sulle esperienze di formazione scuola-lavoro. Questo documento, che può essere una relazione o una presentazione multimediale, deve essere preparato con cura, evitando un mero elenco e cercando di sviluppare elementi narrativi e analitici. La commissione valuterà quanto il candidato ha appreso dalle esperienze di educazione civica, quindi è consigliato ripassare accuratamente quanto indicato nel curriculum.

La valutazione finale continuerà a essere espressa in centesimi, con la sufficienza fissata a 60. Il punteggio massimo raggiungibile si ottiene sommando fino a 40 punti di crediti scolastici, 20 punti per il primo scritto, 20 punti per il secondo scritto e 20 punti per l’orale. Tuttavia, per ottenere il massimo dei crediti nel triennio, sarà indispensabile avere almeno nove in comportamento.

Le novità della maturità 2026 rappresentano un cambiamento significativo rispetto agli anni precedenti, ma con una buona preparazione e una riflessione attenta sul proprio percorso di studi, gli studenti potranno affrontare l’esame con maggiore sicurezza e consapevolezza.

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