Il processo per l’omicidio di Luca Goddi avvenuto il 4 nel centro di Orune ha raggiunto una svolta decisiva. Il gup del Tribunale di NuoroAlessandra Ponti ha emesso una sentenza di condanna a 20 anni di reclusione nei confronti di Pietro Contena imputato del delitto.
La decisione è arrivata al termine di una lunga camera di consiglio durante la quale il giudice ha esaminato tutte le prove raccolte. Il pubblico ministero Ireno Satta aveva richiesto una condanna a vent’anni, una richiesta che è stata accolta integralmente. Le parti civili rappresentate dagli avvocati Pasquale RamazzottiLorenzo Soro e Nicoletta Mani hanno sostenuto la piena responsabilità dell’imputato, basandosi su un quadro indiziario articolato.
Le prove decisive
Le indagini condotte dai Carabinieri del Comando Provinciale di Nuoro hanno giocato un ruolo cruciale nel processo. Tra le prove raccolte, spiccano le intercettazioni i filmati dei sistemi di videosorveglianza e altri elementi raccolti durante le indagini. Questi elementi hanno costituito un impianto indiziario solido, sufficiente a sostenere l’accusa.
In particolare, le intercettazioni sono state al centro delle ultime udienze. Il tribunale ha disposto una nuova perizia fonica su tre conversazioni ritenute centrali dalla difesa. Secondo il consulente nominato dal tribunale queste conversazioni non contenevano espressioni autoaccusatorie. Tuttavia, questa tesi non è stata sufficiente a scalfire il resto delle prove indiziarie raccolte.
La difesa di Pietro Contena
La difesa guidata dall’avvocato Basilio Brodu ha richiesto l’assoluzione dell’imputato, contestando radicalmente la tenuta complessiva dell’impianto indiziario. In particolare, è stata messa in discussione l’interpretazione delle immagini video e la lettura data alle intercettazioni ambientali e telefoniche confluite nel fascicolo del pubblico ministero.
Secondo la difesa, le prove raccolte non erano sufficienti a dimostrare la colpevolezza di Pietro Contena. Tuttavia, il giudice ha ritenuto che le prove indiziarie fossero sufficienti a sostenere la condanna. La sentenza rappresenta quindi un punto di svolta nel caso, chiudendo definitivamente il processo con rito abbreviato.
Le reazioni e le conseguenze
La sentenza ha suscitato diverse reazioni nella comunità di Orune. Le parti civili hanno espresso soddisfazione per la decisione del giudice, sottolineando l’importanza di fare giustizia per la morte di Luca Goddi. D’altra parte, la difesa ha annunciato la possibilità di presentare appello, sostenendo che le prove raccolte non erano sufficienti a dimostrare la colpevolezza dell’imputato.
Il caso ha avuto un impatto significativo sulla comunità locale, sollevando questioni sulla sicurezza e sulla giustizia. La condanna di Pietro Contena rappresenta un passo importante verso la chiusura di un capitolo doloroso per la famiglia di Luca Goddi e per l’intera comunità di Orune.



