I Saldi estivi 2026 sono ufficialmente iniziati in tutta Italia, ad eccezione di Bolzano dove inizieranno il 16 luglio. Questo momento è cruciale per il commercio, che cerca di recuperare dopo mesi di vendite deboli e incertezza economica. Nonostante i dati Istat di maggio mostrino una modesta ripresa, i negozianti lamentano liquidazioni anticipate e un clima di incertezza.
La spesa media delle famiglie italiane per i saldi si prevede contenuta, con un budget di 201 euro a famiglia, per un giro d’affari complessivo di 3,2 miliardi di euro. Tuttavia, il 28% degli italiani ridurrà gli acquisti a causa del caro-vita e dell’inflazione.
Sconti stabili ma convenienza da valutare
Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, gli sconti medi si attestano intorno al 18,4% per abbigliamento e calzature. L’abbigliamento offre sconti leggermente migliori (18,6%), mentre le calzature si fermano al 17,8%. Massimiliano Dona, presidente di Unc, ricorda l’importanza di conoscere i propri diritti: “Se acquisti online, hai 14 giorni di tempo dalla consegna per restituire il prodotto senza dover dare spiegazioni. In negozio, invece, questa possibilità non è prevista per legge.”
La situazione del commercio: grandi distribuzione vs piccoli negozi
I dati Istat mostrano una situazione di “modesta ripresa” con un aumento dello 0,2% in valore e dello 0,1% in volume su base mensile. Tuttavia, su base annua, le vendite totali crescono del 2,2% in valore ma solo dello 0,4% in volume, sintomo evidente della spinta dei prezzi. A risentirne maggiormente è il settore alimentare, con un aumento del 2,0% in valore ma una diminuzione dello 0,4% in volume.
Il Codacons denuncia che “le famiglie si ritrovano a spendere di più per un carrello alimentare sempre più vuoto”, a causa dei forti rincari dei prezzi dei generi alimentari, conseguenza diretta della guerra in Medio Oriente.
La protesta dei commercianti di Oristano
In provincia di Oristano, i saldi inizieranno il 4 luglio, ma molti commercianti hanno firmato una petizione nazionale promossa da Fismo Confesercenti per chiedere lo slittamento delle date dei saldi di fine stagione. Valentina Ibba, titolare del negozio Essere, spiega: “I saldi ci saranno anche nel mio negozio, ma li applicherò ai capi realmente di fine stagione, quindi alla collezione primaverile. Oggi siamo all’inizio dell’estate, non alla sua fine.”
Anche Marilena Pinna, titolare del negozio Fru Fru, sostiene l’iniziativa: “Se i commercianti fossero tutti uniti, sarebbe più facile far capire ai clienti che i saldi a luglio non sono giusti.” Michela Podda, titolare del negozio Mythical, aggiunge: “Le promozioni vanno fatte a fine stagione. Noi siamo piccolissime realtà, i saldi dovrebbero darci una mano a pagare le tasse, le bollette e l’affitto.”
La grande distribuzione e il commercio elettronico registrano un balzo del +12,1%, mentre gli esercizi di vicinato perdono l’1,3%, con l’alimentare di prossimità che arretra del 2,7%. Un trend che ha portato alla chiusura di oltre 103mila negozi tra il 2011 e il 2026.



