Nel cuore della Sardegna, le ultime settimane hanno visto due eventi che hanno messo in luce la fragilità della fauna rapace locale. Da un lato, un giovane grifone è stato scoperto ferito nella zona di Fordongianus; dall’altro, la morte di un conspecifico per una pala eolica ha scatenato una forte reazione pubblica. Entrambi i fatti, avvenuti nello stesso fine settimana, hanno coinvolto il Corpo forestale e diverse realtà locali, creando un vero e proprio caso di studio sulla coesistenza tra energia rinnovabile e biodiversità.
Recupero di un giovane grifone a Fordongianus
Alle prime ore della mattina di domenica 11 ottobre 2026, un operatore dell’agenzia Forestas ha segnalato la presenza di un rapace apparentemente in difficoltà lungo la strada provinciale di Fordongianus. Gli agenti della stazione del Corpo forestale di Villaurbana sono intervenuti immediatamente, avvolgendo l’uccello in una coperta termica e valutando le lesioni visibili. Il giovane grifone, ancora privo di volo, è stato trasportato con cura alla Clinica veterinaria Due Mari di Oristano dove la dottoressa Monica Pais ha eseguito una tomografia assiale computerizzata (TAC) per definire l’entità del danno.
Dopo le prime medicazioni, il piano di cura prevede il trasferimento del rapace al centro di recupero della fauna selvatica di Bonassai gestito da Forestas. Lì il giovane grifone seguirà un percorso di riabilitazione che comprende fisioterapia, nutrizione specialistica e, se possibile, una fase di volo di prova prima del possibile re-introduzione in natura. Le cause dell’incidente rimangono ancora oggetto di indagine: non è stato escluso né un impatto con veicoli, né un animale predatore, né un evento atmosferico avverso.
Morte per la pala eolica n. 24 sul Monte Grighine
Il giorno precedente, sabato mattina, la pala eolica n. 24 della centrale di Monte Grighine, che si estende tra i territori di MogorellaSiamanna e Villaurbana è stata al centro di una scena drammatica. L’influencer ambientale Francesca Piga nota online come PillyPolly Franca stava documentando il paesaggio con il suo camper quando ha avvertito un rapido battito d’ali. Dopo aver creduto inizialmente si trattasse di un drone, ha scoperto che si trattava di un grifone che, per un attimo, è stato nasconduto dalla rotazione della pala. L’impatto è stato subito, l’animale è caduto a terra senza un’ala, e la decapitazione parziale è stata catturata in un video che l’autrice ha poi condiviso sui social.
La segnalazione è stata tempestivamente inviata al Corpo forestale e alle autorità locali. In serata, gli agenti hanno recuperato i resti dell’animale e li hanno condotti alla stessa Clinica Veterinaria Due Mari di Oristano, dove la dottoressa Pais ha iniziato le analisi radiologiche per documentare le lesioni e fornire una certificazione ufficiale. Questo episodio ha riacceso il dibattito pubblico sull’impatto ambientale delle installazioni eoliche, in particolare nella zona del Grighine, dove le turbine sono ancora in fase di autorizzazione.
Denuncia e indagini della Forestale
Il 9 ottobre, Francesca Piga ha annunciato l’intenzione di presentare una denuncia formale al Corpo forestale. La richiesta punta a obbligare le autorità a bloccare i progetti di espansione eolica in attesa di una valutazione d’impatto più approfondita. “Quello che sta succedendo deve restare scritto”, ha dichiarato l’influencer, specificando che la documentazione fotografica e video servirà come prova nei futuri confronti dei comitati ambientali.
Nel frattempo, la Forestas ha avviato una serie di sopralluoghi per verificare la conformità delle turbine alle norme di sicurezza per la fauna. La dottoressa Pais, dopo aver completato il referto radiologico, lo consegnerà al Corpo forestale per consentire una valutazione medico-legale delle cause della morte. L’obiettivo è stabilire se la velocità di rotazione della pala, la configurazione del sito o eventuali errori di manutenzione abbiano influito sull’incidente.
Questi due eventi, seppur differenti per esito, evidenziano la necessità di un monitoraggio costante delle interazioni tra infrastrutture energetiche e specie protette. Le autorità locali hanno già promesso di intensificare i controlli e di aggiornare le linee guida per la tutela degli uccelli rapaci, mentre i gruppi ambientalisti continuano a sollecitare una revisione più rigorosa dei permessi di costruzione delle turbine.



