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Tommaso Foti e le nuove priorità della NATO nel contesto globale

Tommaso Foti, ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e la Coesione, ha parlato delle sfide che la NATO deve affrontare nel 2026, evidenziando la necessità di un maggiore impegno europeo.

Tommaso Foti e le nuove priorità della NATO nel contesto globale

Nel 2026, la NATO si trova di fronte a un contesto geopolitico radicalmente diverso da quello del 1949, anno della sua fondazione. Tommaso Foti, ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e la Coesione, ha recentemente affrontato questo tema in un’intervista al Corriere della Sera sottolineando come l’alleanza atlantica debba adattarsi alle nuove minacce globali.

Foti ha ricordato che la NATO nacque con l’obiettivo di contrastare la minaccia sovietica, un compito che richiedeva grandi investimenti economici da parte degli Stati Uniti, in cambio dell’accesso a basi strategiche in Europa. Oggi, però, la situazione è cambiata: la crescita della Cina ha reso il teatro indo-pacifico una priorità per gli Stati Uniti, indipendentemente dall’amministrazione al potere, che si tratti di Trump o di Obama.

Le sfide economiche e militari per l’Europa

Il ministro ha evidenziato che l’opinione pubblica europea, in particolare quella italiana, non percepisce la necessità di rafforzare l’asse europeo della NATO. Tuttavia, paesi che hanno subito il comunismo o sono più vicini alla Russia sentono questa esigenza in modo più urgente. La Germania, ad esempio, sta aumentando significativamente le sue spese militari nonostante una situazione economica complessa.

Foti ha anche parlato della necessità di raggiungere il 5% del PIL in spese di difesa entro il 2035, un obiettivo che sembra sproporzionato ma necessario per affrontare le nuove minacce. Ha ricordato che l’Italia viene da 81 anni di pace, ma i tempi stanno cambiando e l’Europa deve essere pronta a rispondere alle nuove sfide.

Il supporto all’Ucraina e le tensioni globali

Per quanto riguarda il supporto all’Ucraina, Foti ha dichiarato che per il 2026 è già stato deciso il contributo europeo, anche se i dettagli futuri rimangono da definire. L’Italia ha sempre aiutato l’Ucraina con forniture di energia e aiuti civili, e continuerà a farlo.

Nel frattempo, la situazione geopolitica globale rimane instabile. Un nuovo attacco missilistico russo ha colpito Kiev nella notte del 2 luglio 2026, causando diciassette morti e ottantasei feriti. Il presidente Putin ha ribadito che Mosca esige il riconoscimento delle quattro regioni ucraine annesse come condizione per un accordo di pace, escludendo compromessi territoriali.

Le tensioni non si limitano all’Ucraina. Lo Stretto di Hormuz, un passaggio cruciale per il transito del petrolio, è sotto tensione a causa della politica aggressiva dell’Iran. Il politologo Daniel Pipes ha definito catastrofici gli accordi diplomatici occidentali con l’Iran, ritenendoli incapaci di arginare le ambizioni nucleari e regionali della Repubblica islamica.

Il vertice della NATO ad Ankara e le nuove strategie

Il summit NATO di Ankara ha posto al centro del dibattito i concetti di burden sharing e burden shifting con Washington che preme per un incremento della spesa difensiva europea oltre la soglia del due per cento del PIL. Parallelamente, la conferenza dei comandanti di componente della nuova Allied Reaction Force, ospitata a Solbiate Olona presso il comando NRDC-ITA, ha definito le procedure di prontezza operativa della forza di reazione rapida alleata, confermando il ruolo italiano nella deterrenza multidominio.

In un contesto di crescente instabilità, l’Europa deve trovare nuove strategie per garantire la propria sicurezza. Il riavvicinamento tra Roma e Parigi, segnato dal vertice di Antibes, rappresenta un passo importante verso una maggiore cooperazione bilaterale, colmando i vuoti strategici dell’Unione Europea.

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