A Cagliari, la manifestazione Ateneika torna a essere il centro di un acceso confronto pubblico. L’evento, che unisce gare sportive e serate musicali nell’area di Sa Duchessa nel quartiere di Is Mirrionis, è in programma dal 28 maggio al 6 giugno e coinvolge numeri consistenti: circa 2.400 studenti, 699 squadre e oltre 40 artisti. A pochi giorni dall’apertura, però, un gruppo di residenti organizzato nel comitato «Rumore No, Grazie CUS» ha alzato la voce denunciando impatti sulla vivibilità, la salute e la quiete pubblica, e invitando a ripensare location e modalità dell’evento.
La presa di posizione del comitato non è solo emotiva: contiene richieste formali, osservazioni tecniche e un esposto alla magistratura. I cittadini contestano interventi amministrativi passati, richiamano rilievi fonometrici svolti da Arpas nelle edizioni precedenti e mettono in discussione alcune scelte dei vertici accademici. Il rettore Francesco Mola ha commentato la situazione definendo il disagio «un prezzo da pagare per un evento importante», parole che hanno inasprito ulteriormente i toni del comitato, il quale sostiene che la salute di anziani, malati e persone con gravi fragilità non sia negoziabile.
Le contestazioni del comitato
Il documento del comitato elenca cinque contestazioni che fondano la richiesta di ripensare modalità e sede: innanzitutto il presunto mancato rispetto della normativa acustica certificato da misure Arpas; poi la tutela della quiete pubblica e della salute come diritti costituzionali; il timore che l’evento sportivo venga deturpato da attività commerciali e notturne; le lamentele per schiamazzi e mala movida nelle ore tarde; infine la critica al ruolo dell’Università qualora consenta aperture notturne oltre le 23, favorendo la somministrazione di alcolici. Il comitato definisce insufficienti soluzioni come il raddoppio dei pannelli fonoassorbenti, giudicati come palliativi tecnici incapaci di fermare le basse frequenze.
Cinque contestazioni in dettaglio
Nel dettaglio il comitato contesta: 1) le deroghe acustiche concessi negli anni precedenti che, secondo i rilievi, hanno superato i limiti previsti dal Piano di Regolamentazione Acustica; 2) l’idea che il diritto al riposo possa essere sacrificato per finalità ricreative; 3) la trasformazione del centro sportivo in un contenitore commerciale dove lo sport diventa pretesto per intrattenimento a elevato consumo alcolico; 4) l’aumento di chiasso e schiamazzi che incidono sulla convivenza serale del quartiere; 5) la mancata chiusura delle attività interne alle 23 e la conseguente prosecuzione delle somministrazioni notturne, un fatto che il comitato ritiene inconciliabile con la missione educativa dell’Ateneo.
La reazione degli studenti e del mondo culturale
Di fronte alle critiche si è attivata una controreplica organizzata: studenti, giovani lavoratori e operatori culturali hanno dato vita al gruppo «Rumore sì grazie», che difende la manifestazione come spazio di socialità, cultura e partecipazione. La reazione punta il dito contro una visione della città che rifiuta la presenza giovanile visibile: «Una città che non sopporta dieci giorni di festa organizzata ha un problema con i giovani», è il nucleo del ragionamento. Anche istituzioni culturali e rappresentanti pubblici hanno invitato a non trasformare ogni evento partecipato in caso d’emergenza, sottolineando il valore dell’iniziativa per la comunità studentesca e la vitalità urbana.
Il nodo dello spazio pubblico
Il dibattito affonda radici più profonde: è una questione di equilibrio tra il diritto al riposo e il diritto dei cittadini, in particolare dei giovani, a vivere gli spazi pubblici. La presidente della commissione Cultura ha ricordato che una città viva genera rumore e che l’obiettivo non è scegliere tra immobilità e movimento, ma trovare soluzioni pratiche e condivise. Operatori culturali hanno sottolineato come eventi come Ateneika svolgano una funzione sociale e di aggregazione che contribuisce alla resilienza del quartiere anziché indebolirla.
Proposte, monitoraggi e vie legali
Tra le soluzioni prospettate figura lo spostamento dei concerti serali e dell’intrattenimento notturno verso l’area della Fiera Campionaria in viale Diaz, ritenuta più adatta per parcheggi e gestione della folla; la proposta, però, è contestata perché trasferirebbe i disagi su altri quartieri. Sul piano tecnico e legale il comitato ha depositato un esposto alla magistratura e preannuncia il proseguimento dei rilievi ufficiali da parte di Arpas durante i giorni della manifestazione per misurare in tempo reale l’impatto acustico. I firmatari avvertono che nessuna autorità, dall’Ateneo al Comune, è al di sopra della legge e chiedono risposte concrete prima e durante lo svolgimento dell’evento.
Il calendario degli appuntamenti musicali accompagna la polemica: l’apertura è affidata a Rudeejay e Marascia, mentre sul palco si alterneranno nomi come Mind Enterprises, Ditonellapiaga (terza classificata al Festival di Sanremo 2026), Dutch Nazari e altri artisti fino al 6 giugno, quando è previsto il concerto di chiusura con il Lacrima Party e Bucato Fresco. Lo scontro resta aperto: da una parte la domanda di protezione della salute pubblica, dall’altra la difesa di un rito collettivo che per molti è parte integrante della vita cittadina.