Dalla mezzanotte dell’8 luglio, le strade italiane vedono un cambiamento significativo nel controllo della velocità. Con l’entrata in vigore del nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, firmato dal ministro Matteo Salvini, solo 3.150 autovelox su oltre 10.000 sono risultati conformi ai nuovi requisiti di omologazione. Questo provvedimento, atteso da 34 anni, mira a uniformare le norme su tutto il territorio nazionale, garantendo maggiore trasparenza e sicurezza stradale.
Il decreto disciplina le caratteristiche, i requisiti e le procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi utilizzati per accertare le violazioni dei limiti di velocità. Questo passo è fondamentale per superare le incertezze che hanno caratterizzato gli ultimi anni, con migliaia di ricorsi da parte degli automobilisti contro le amministrazioni locali che utilizzavano dispositivi approvati ma non omologati.
La situazione in Sardegna
In Sardegna, secondo la lista aggiornata dei dispositivi di velocità pubblicata sul sito del MIT, saranno 24 gli autovelox che resteranno in funzione perché conformi ai nuovi requisiti. Tra questi, 20 dispositivi sono in funzione nell’Isola tra postazioni fisse e mobili. Nella città metropolitana di Cagliari, ne restano accesi due a Selargius, uno a Elmas, Carbonia, Sestu, Quartu Sant’Elena, Sinnai, Capoterra e due a Monserrato. Altri dispositivi sono attivi a Decimo, nell’Unione dei Comuni Parteolla e Basso Campidano, a Gonnosfanadiga, Carloforte e Iglesias. Nel Sud Sardegna, otto apparecchi sono in funzione nel Comune di Sassari, uno a Olbia, uno a Ittiri e uno a Nuoro. L’autovelox del Comune di Porto Torres è in regola ma attualmente fuori uso perché in fase di taratura.
Le reazioni delle associazioni
Le nuove disposizioni hanno suscitato reazioni contrastanti. Assoutenti ha dichiarato che il 71% degli autovelox installati in Italia risulterebbe fuori norma. Tuttavia, non tutti i dispositivi dovranno essere dismessi: per 850 apparecchi che avevano ottenuto soltanto l’approvazione tecnica prima del giugno 2017, il decreto prevede una verifica della documentazione, test tecnici e tarature per consentirne l’omologazione. Per i dispositivi approvati dopo il giugno 2017 è prevista l’omologazione automatica.
Il Codacons ha espresso soddisfazione per il decreto, pur sottolineando il forte ritardo con cui è stato emanato. Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, ha affermato che le nuove disposizioni devono contribuire a superare le incertezze che hanno alimentato contenziosi e dubbi sulla regolarità delle sanzioni. “Gli automobilisti devono poter sapere che ogni multa è stata accertata mediante dispositivi conformi alla normativa, correttamente installati, verificati e sottoposti alle tarature previste. La sicurezza stradale resta una priorità assoluta e il controllo della velocità rappresenta uno strumento importante per prevenire gli incidenti”, ha concluso Tanasi.
L’impatto economico
Il tema ha riflessi anche sul fronte economico. Lo scorso anno le multe elevate tramite autovelox sono diminuite dell’8,9% rispetto all’anno precedente, con incassi complessivi per i Comuni pari a 56,5 milioni di euro. Nella graduatoria nazionale guidata da Firenze davanti a Bologna e Milano, spicca anche il dato di Cagliari, dove gli introiti sono cresciuti del 42%, segnale di un maggiore peso del controllo elettronico anche nel capoluogo sardo.
Le parole del ministro Salvini
Il ministro Matteo Salvini ha commentato: “Da una giungla di oltre 10 mila autovelox, spesso nascosti e a ripetizione, a 3.150 apparecchi regolari e conformi. Basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale”. Salvini aveva annunciato un mese fa la firma del decreto che pone fine a un lungo periodo di confusione e di polemiche sull’idoneità dei diversi tipi di autovelox utilizzati sulle strade italiane.
L’avvocato Domenico Musicco, presidente dell’Associazione vittime incidenti stradali Onlus, ha affermato che il decreto autovelox mette finalmente fine al caos dell’omologazione. “Non si possono mettere autovelox solo per fare cassa ma deve passare il messaggio che le regole vanno rispettate per tutti”, ha dichiarato Musicco. Ha inoltre sottolineato l’importanza di più controlli sulle strade e dell’educazione stradale nelle scuole.



