Il tema della tassa d’imbarco negli aeroporti sardi è tornato al centro del dibattito regionale: una mozione presentata in aula riaccende la discussione su impatti economici, strategia turistica e scelte di bilancio. L’iniziativa, promossa dal capogruppo FdI, contiene proiezioni e confronti con altre regioni che hanno già eliminato il contributo, mentre la maggioranza appare divisa sulle modalità e sulla sostenibilità finanziaria dell’intervento.
Accanto alle cifre fornite dai proponenti emergono anche preoccupazioni legate alla tenuta delle rotte e alla governance degli scali: la privatizzazione degli aeroporti è uno degli scenari che alimenta il confronto politico. Nel mezzo ci sono gli operatori del settore, le associazioni di categoria e l’obiettivo comune dichiarato da alcuni assessori: provare a rendere la Sardegna meno dipendente dalla stagionalità.
Le ragioni economiche della proposta
Chi sostiene l’abolizione mette sul tavolo numeri concreti: la mozione, datata luglio 2026, cita i dati di grandi vettori come Ryanair (65 milioni di passeggeri e circa 500 aeromobili) per argomentare che la riduzione dei costi di viaggio può tradursi in un aumento significativo del traffico aereo. I promotori fanno riferimento a esperienze di regioni come Friuli, Calabria, Abruzzo e Sicilia, dove la cancellazione della tassa avrebbe favorito incrementi fino al 35% del traffico in un anno.
Proiezioni e conti
Secondo gli estimatori, applicando percentuali simili alla Sardegna si potrebbero aggiungere circa 2,5 milioni di passeggeri e circa 500 mila turisti stranieri, con una spesa media indicata attorno ai 220 euro al giorno per una permanenza media di cinque giorni. Da questi flussi deriverebbe un gettito IVA stimato intorno ai 50 milioni, di cui circa 45 milioni rimarrebbero a beneficio dell’isola. Sul fronte dei costi per la Regione, la copertura dell’abbattimento dell’addizionale comunale verrebbe valutata in una forchetta di circa 35-36 milioni.
Divisioni politiche e posizioni della maggioranza
La proposta ha però sollevato riserve: nel campo largo il Partito Democratico e alcuni alleati non sarebbero favorevoli a una compensazione integrale della tassa con risorse regionali. Anche la presidente del gruppo è stata segnalata contraria a una spesa generalizzata. Il dibattito interno alla maggioranza evidenzia due linee: una più prudente che chiede una strategia complessiva e gradualità, e una più favorevole che punta invece su un’azione decisa per attrarre vettori e passeggeri.
Argomentazioni contrarie e cautele
Esponenti di una parte della maggioranza sottolineano l’urgenza di non gestire il tema in modo semplicistico: il recupero di rotte perse è difficile, come ricordato da chi ha evidenziato che Ryanair ha già ridotto di circa il 7% i voli su Cagliari in alcuni mesi recenti. Altri richiamano la necessità di tutelare gli interessi locali nel quadro delle intese con soggetti privati coinvolti nella gestione aeroportuale, per evitare che decisioni sul breve periodo compromettano il controllo degli scali.
Opposizione, imprese e proposte alternative
L’opposizione si mostra compatta e in sintonia con il mondo delle imprese: dalle associazioni di categoria arrivano sollecitazioni per misure che evitino la fuga dei vettori e sostengano l’occupazione turistica. Organizzazioni come Confapi e Federalberghi sottolineano che ogni euro pubblico investito deve produrre un ritorno verificabile per l’economia dell’isola.
Soluzioni intermedie
Tra le ipotesi emerse c’è quella di un intervento mirato e temporaneo: la proposta di compensare la tassa solo nei periodi di spalla (autunno e inverno) viene valutata come alternativa meno costosa, con stime che portano la spesa regionale a livelli inferiori rispetto alla copertura annuale completa. Questa idea trova sostenitori tra chi vuole sperimentare senza impegnare risorse per l’intero anno.
Proposte di sperimentazione e conclusioni
Dal punto di vista amministrativo alcuni assessori si dicono disponibili a trattare la questione: l’ipotesi di una misura sperimentale per i mesi invernali nasce dall’obiettivo di combattere la bassa occupazione delle strutture ricettive fuori stagione, che in alcune stime si attesterebbe attorno al 20%. L’assessore al Turismo ha invitato a non interpretare il dibattito come una chiusura, mentre l’assessora ai Trasporti ha riconosciuto che in alcune condizioni l’abbattimento della tassa comunale può fare la differenza.
La discussione è ripresa e la seduta è stata aggiornata: il confronto in aula proseguirà domani mattina alle 9.30 nell’aula divina Roma. Il nodo resta politico e gestionale: trovare un equilibrio tra attrattività turistica, sostenibilità finanziaria e tutela degli interessi locali sarà la sfida che determinerà la tenuta della proposta.